Una mamma fa una denuncia per difendere la figlia immunodepressa.

Una bambina è in pericolo

Anna è una bambina di 6 anni immunodepressa a causa di un trapianto di fegato. La sua mamma, per proteggerla, sta combattendo una difficile battaglia.

Questa mamma, la signora M.M., ha presentato una denuncia a carico di ignoti per omissione di atti d’ufficio, tentata epidemia e istigazione alla disobbedienza.

Sua figlia è stata costretta a perdere 5 settimane di scuola perché alcuni suoi compagni non sono vaccinati.

Quando Anna aveva 40 giorni le è stata diagnosticata una malattia chiamata atresia delle vie biliari.

Dopo un primo intervento ha ricevuto un trapianto di fegato che ha avuto successo. La bambina assume un immunosoppressore in modo che il suo fisico non attacchi il fegato trapiantato.

Questo farmaco abbassa le sue difese immunitarie in generale e quindi quando la bambina si ammala è più grave degli altri coetanei e questo le accade più frequentemente.

La sua famiglia cerca di proteggerla come può e quindi evitano i luoghi molto affollati, come in inverno. Non vanno al cinema o a teatro, non prendono gli autobus e la metropolitana. Anna non frequenta feste ed eventi con tante persone perché potrebbe ammalarsi.

Quando qualcuno in famiglia sta male tiene addirittura una mascherina.

La mamma le ha spiegato un po’ per volta in cosa consiste il trapianto, aiutandosi anche con un libro scritto dai volontari dell’ospedale di Bergamo.  In questa storia un delfino ha una pinna malata ma viene aiutato da uno squalo che gliela lascia nel momento in cui muore, continuando così a vivere, con una pinna da squalo.

“La prossima domanda che io mi aspetto è “da dove viene il mio fegato?”: la temo, sarà la più difficile di tutta la mia vita. Dovrò spiegarle che la sua esistenza dipende da un gesto d’amore di un’altra famiglia” dichiara la mamma.

Qualora Anna prendesse la varicella, per esempio, dovrebbe correre in ospedale per farsi iniettare subito un antivirale, sperando che la varicella non si manifesti in modo potente.

La varicella, tra le sue complicazioni, ha l’epatite acuta e per questo Anna dovrebbe subire un altro trapianto che la piccola non potrebbe sopportare.

Maestre e insegnanti sono sempre state attente, sostiene la mamma di Anna. Lei spiega così la denuncia.

“Siamo chiari: la denuncia, contro ignoti, io l’ho fatta perché la procura prenda in mano le carte. Depositata martedì. Voglio che facciano i loro accertamenti: vedremo se la scuola, l’Usl e altri soggetti coinvolti han fatto quello che dovevano fare. È una denuncia esplorativa. Io, però, sono stata contattata da altri genitori che avevano un problema simile al nostro: ho deciso che mi costituirò parte civile. In questo senso vado avanti. Ma io non agisco per avere delle condanne, io voglio chiarezza”.

La donna sostiene che non è tollerabile che alcune scuole abbiano allontanato i bambini non vaccinati e altre no.

Ecco come si esprime: “la legge è in vigore, mi aspetto uniformità. Consiglio di Stato e Corte Costituzionale non sono bastati, vediamo se la magistratura muove qualcosa. Qui ci si attiva per difendere un’idea e non per difendere la salute. Io sono stata costretta a tenere a casa mia figlia per cinque settimane. La salute vale meno delle ideologie? Lo domando anche a Zaia, governatore di tutti, a cui chiedo un incontro urgente».

Unimamme, cosa ne pensate di questa vicenda presentata sul Corriere?

Noi vi lasciamo con gli ultimi aggiornamenti sulle vaccinazioni dalla Ministra della Salute Giulia Grillo.