vaccini obbligatori

Vaccini obbligatori: basterà l’autocertificazione per iscriversi a scuola. La disposizione dei Ministeri della Salute e dell’Istruzione.

Siamo ancora nel campo delle indiscrezioni, ma tutti ne stanno parlando: per l’iscrizione a scuola per l’anno 2018/2019 sarà sufficiente l’autocertificazione per attestare l’avvenuta vaccinazione di bambini e ragazzi per i quali stati introdotti i  vaccini obbligatori dalla legge 119/2017 di conversione del Decreto Lorenzin.

I 10 vaccini obbligatori sono quelli contenuti nell’esavalente (anti-poliomelitica, anti-difterica, anti-tetanica, anti-epatite B, anti-pertosse, anti Haemophilusinfluenzae tipo B) e nel tri o quadrivalente (anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite, anti-varicella, quest’ultimo obbligatorio per i bambini nati dal 2017).

Vaccini obbligatori: autocertificazione per iscriversi a scuola

Dopo l’annuncio della proroga del termine di scadenza del 10 luglio prossimo per la presentazione a scuola dei documenti di certificazione dell’avvenuta vaccinazione dei bambini e ragazzi da 0 a 16 anni sottoposti all’obbligo vaccinale per l’iscrizione al prossimo anno scolastico, ora le agenzie di stampa e i principali notiziari comunicano che sarà sufficiente presentare un’autocertificazione.

Lo strumento dell’autocertificazione era stato adottato anche lo scorso anno per agevolare le famiglie nell’adempimento dell’obbligo vaccinale e delle formalità burocratiche, visti i tempi stretti dovuti alla nuova legge introdotta in estate. In quell’occasione il termine del 10 luglio per la presentazione dei documenti di avvenuta vaccinazione era stato prorogato al 10 settembre per i nidi e le scuole d’infanzia e al 31 ottobre per la scuola dell’obbligo. Per i genitori che non avevano fatto in tempo a vaccinare i figli era stata concessa l’autocertificazione in cui si attestava di aver preso appuntamento presso la Asl per far vaccinare i figli. Quindi il termine ultimo per far vaccinare i figli era stato fissato al 10 marzo. Se l’appuntamento presso il centro vaccinale fosse stato fissato dalla Asl dopo il 10 marzo, i genitori avrebbero dovuto presentare il documento ufficiale, non più l’autocertificazione, che certificasse in modo incontrovertibile la data dell’appuntamento per la vaccinazione.

Nondimeno, lo scorso anno diversi genitori no vax hanno sfruttato le proroghe e l’autocertificazione per rimandare il più possibile la vaccinazione dei figli, fino a fissare l’appuntamento presso i centri vaccinali e poi non presentarsi. In alcuni casi le sanzioni previste dalla legge sono state subito applicate, escludendo i bambini più piccoli non vaccinati dalle scuole d’infanzia e facendo partire le multe per i genitori, in altri non sono state applicate o lo sono state in modo blando. Il primo anno di applicazione della legge 119/2017 ha funzionato come fase di rodaggio. Legge che comunque non esclude per il futuro l’abolizione dell’obbligo, almeno per alcuni vaccini, in caso di raggiungimento delle coperture necessarie.

Ora, i Ministeri della Salute e dell’Istruzione reintroducono l’autocertificazione anche per il prossimo anno scolastico. Nel documento i genitori dovranno dichiarare le vaccinazioni effettuate dai propri figli. Ricordiamo che dichiarare il falso in un’autocertificazione è reato.

I 10 vaccini previsti dal Decreto Lorenzin resteranno obbligatori, anche perché l’obbligatorietà della legge non può essere abrogata con un atto amministrativo, ci vorrebbe almeno il decreto legge, ma non ci sono i tempi tecnici per realizzarlo.

Stando alle indiscrezioni di stampa, rimane il termine di scadenza del 10 luglio, entro il quale tuttavia basterà presentare l’autocertificazione. Il termine sarà valido un anno, scrive Repubblica. Verranno effettuati dei controlli a campione per verificare la regolarità delle autocertificazioni.

Il provvedimento adottato dai Ministeri della Salute e dell’Istruzione è per permettere a tutti i bambini di entrare a scuola a settembre, senza far venir meno l’obbligo dei vaccini.

Sevizio di Gerardo d’Amico per Rainews24

Al question time alla Camera dei Deputati del 4 luglio, la ministra Giulia Grillo ha risposto ad alcune interrogazioni sui vaccini, spiegando che con l’autocertificazione si vogliono “alleggerire gli oneri ricadenti in capo alle famiglie senza che vengano in alcun modo compromesse le positive finalità di prevenzione che vanno riconosciute, senza alcun dubbio, alle vaccinazioni; e dall’altra di consentire a tutti i minori di poter frequentare gli asili nido e le scuole dell’obbligo”.

Grillo poi ha detto che il suo ministero e il Miur stanno studiando iniziative che “terranno certamente conto di quel migliore bilanciamento tra il diritto all’inclusione, in età scolare e pre-scolare, e il diritto alla tutela della salute, individuale e collettiva, che è rinvenibile nel contratto di Governo e che, dunque, costituisce la stella polare per la nostra attività in materia”.

La ministra ha aggiunto che con il nuovo provvedimento non si tratterà di “una semplice proroga, dunque, ma di una significativa semplificazione dell’onere documentale a carico dei genitori dei minori di anni sedici, che frequentano le scuole di ogni ordine e grado e i servizi educativi per l’infanzia; non una misura temporanea, per così dire a tampone, ma un insieme di accorgimenti che rendano, progressivamente, sempre più pacifico e meno conflittuale il rapporto tra cittadino e istituzioni sanitarie e scolastiche”.

Infine, Grillo ha anche annunciato una campagna di informazione per promuovere i vaccini. “Con i dipartimenti di prevenzione delle Asl, anche avvalendosi della collaborazione operativa dei pediatri di libera scelta e dei medici di medicina generale, accompagneremo ulteriormente le famiglie, formandole ed informandole sia in merito all’accesso alle vaccinazioni (le sedi, gli orari, le modalità di prenotazione presso i centri vaccinali) sia in ordine alle finalità dei vaccini, alla loro efficacia e al loro grado di sicurezza. Il ministero della Salute si sta, inoltre, già attivando anche per promuovere una nuova campagna d’informazione sul valore dei vaccini come fondamentale misura di prevenzione primaria”.

Che ne pensate unimamme? Siete d’accordo con il nuovo provvedimento?