iStock

Dei ragazzini di una scuola media di Zurigo hanno creato un gruppo Whatsapp. Nel gruppo immagini violente, pornografiche e antisemite.

Alcuni studenti della scuola media della città di Elgg (Zurigo) hanno creato un gruppo WhatsApp chiamato “FC NSDAP”. In questo gruppo i ragazzi si scambiavano foto, video e commenti violenti, pornografici e discriminanti. La scuola ha informato anche la polizia di Zurigo che ha provveduto a confiscare i cellulari ai ragazzini. Ci saranno anche alcuni processi penali.

Il gruppo WhatsApp dove i ragazzi si scambiavano commenti discriminanti e video violenti

In una scuola media di Elgg, un comune svizzero del canton Zurigo, hanno dato vita ad un gruppo WhatsApp. Non è il classico gruppo che i ragazzi usano per scambiarsi commenti, foto divertenti o notizie utili, ma un gruppo usato per condividere contenuti pesanti e violenti.

Già il nome del gruppo è particolare, “NSDAP” che sta per “Nationalsozialistische Deutsche Arbeiterpartei”, il Partito nazionalsocialista di Adolf Hitler.

In questo gruppo i ragazzini si scambiavano dichiarazioni discriminanti e radicali, pornografia e foto e video violenti.

Come riferito da 20 Minuten, il gruppo è stato formato a dicembre dell’anno scorso ed all’inizio facevano parte 20-30 allievi. Successivamente è stato condiviso ed i membri sono diventati molti di più, quasi 200. Tra di loro anche alcuni neonazisti.

Le foto ed i video condivisi sono diversi e tutti poco adatti a dei ragazzini. Ci sarebbero addirittura immagini pedopornografiche, video di zoofilia, di uccisioni di persone e propaganda ISIS.

Un ragazzino che faceva parte di questo gruppo ha dichiarato a 20 Minuten, che anche a scuola si facevano delle “battute” antisemite e nei confronti degli stranieri. Le frasi riportare su WhatsApp diventano molto pesanti. Le frasi andavano ad inneggiare al nazismo, all’Olocausto e alle camere a gas. Se, all’inizio, il gruppo era quasi “innocuo”, quando si sono aggiunti i neonazisti, “il contenuto ha preso una piega più radicale”. Il ragazzino ha poi dichiarato di non aver scritto commenti o condiviso file: “Ho sempre pensato che fosse tutto molto discutibile. Ne facevo parte perché c’erano tutti. Ma non mi sono mai esposto”.

La scuola ha confiscato i telefonini ed ha allertato la polizia locale

Il preside della scuola di Ellg, Reto Scheuermeier, ha deciso di inviare una lettera ai genitori degli alunni coinvolti nella vicenda. Gli studenti sono una quindicina tutti frequentano la terza media ad eccezione di uno che frequenta la seconda media.

In questa lettera, la scuola informava i genitori dei ragazzi che è stata avvisata la polizia cantonale di Zurigo e che, in presenza degli agenti, sono stati confiscati ai loro figli gli smartphone. I poliziotti hanno confermato i contenuti sgradevoli ed inappropiati presenti nella chat.

Inoltre il preside ha dichiarato che il Magistrato, che si occupa dei minori, ha avviato diversi procedimenti penali, forse sei. Ma non ha lasciato dichiarazioni in merito al contenuto della chat.

Con l’intervento della polizia e confermato dal ragazzino che faceva parte del gruppo, alcuni studenti delle medie si sono spaventati e hanno abbandonato la chat.

Leggi anche > Whatsapp: i genitori possono spiare le conversazioni dei figli

Voi unimamme eravate a conoscenza di questo episodio avvenuto nella scuola svizzera?