13 contraddizioni dell’essere mamma

Come cambia la vita una volta diventati genitori? Quali le assurdità, i paradossi piu’ comuni? Una mamma “non per scelta” ce li racconta in maniera molto ironica.

donna con figli


Unimamme, avete mai pensato agli aspetti più ironici dell’essere mamma?

Una blogger, trovatasi a doversi occupare improvvisamente della nipotina di 2 anni, senza cioè aver partorito, ha passato gli ultimi 3 anni della sua vita a fare da mamma, sola, e queste le ironiche riflessioni che ne sono derivate, tradotte e riassunte per voi.

  1. Pulite in continuazione. Ma niente è mai veramente pulito. A meno che non abbiate un maggiordomo o siate sotto metanfetamine una cosa vi risulterà completamente impossibile: avere tutte le stanze della casa pulite nello stesso momento. Non potete avere tutta la casa pulita, potete avere il bagno o la cucina o la lavanderia, ma mai tutti nello stesso momento.
  2. Andrete a letto molto prima di quanto abbiate mai fatto in vita vostra. Ma siete perennemente stanche. Ricordate i bei tempi dell’università in cui stare alzati fino alle 2 era la norma? Ora non riesco a superare le 9 senza un po’ di redbull. E, ancora, rimango esausta per tutta la giornata.
  3. Tutto ciò che riguarda il sesso per fare un bambino equivale a non farne più: non ho avuto un bambino in una consueta relazione di genere, questo ha ancora degli effetti su di me. Nel mio caso particolare forse è meglio metterla in questo modo: il bambino che sarebbe ideale crescere con entrambi i genitori rende impossibile trovare un secondo genitore.
  4. Spendete più tempo sulle cure personali di quanto abbiate mai fatto in vita, ma vi sentite e sembrate al vostro peggio: il 99% del tempo è speso per guardare il bambino, il restante 1% per il gatto. Ore e ore trascorse a fare il bagno al bimbo, a dargli da mangiare, a spazzolare…e poi ecco il piccolo.
  5. Farete più soldi di quanti mai fatti in vita vostra ma il salvadanaio non è mai stato così vuoto: i bambini costano. Negli ultimi 4 anni ho speso 45 mila dollari di tasse scolastiche.
  6. Riuscite a gestire altre persone per un’intera giornata, ma non riuscite a gestire il piccolino a casa:  avete speso anni per un’educazione superiore diplomandovi come prime della classe, per poi finire col piangere come delle stupide per indurre il vostro piccolo a fare quello che volete. L’altro giorno, per convincere la mia bambina a mangiare qualcosa che non voleva ho finto di essere dei fagiolini verdi che gridavano “per favore non mangiarmi“. Oppure gridando “no, non trasformarmi in cacca” e questo ha funzionato perché la cacca è divertente. Sono più intelligente o più stupida di un bambino, non ho ancora capito.
  7. Vi sforzate di creare situazioni familiari divertenti, ma nessuno si diverte: ho portato Caroline a Disneyworld e ho notato questo: genitori che trascinavano in lacrime i loro figli sui giochi o aspettavano per ore il loro turno. Faceva caldissimo, il giorno era ancora lungo, i ragazzi erano fuori dalla loro routine,  e i capricci abbondavano. Ho notato le stesse cose al momento di scattare foto con Babbo Natale. Ma lo facciamo tutti i giorni, forse perchè i nostri lo facevano con noi. “Vi divertirete un sacco, cavolo” diciamo.
  8. Avete sempre detto che non sareste diventate come i vostri genitori.  Ma quando il bimbo è abbastanza cresciuto da diventare provocatorio, vi escono dalla bocca le stesse cose che avrebbe detto vostra mamma. Innanzitutto è ironico che abbiate un figlio difficile come lo siete stati voi. Una volta mi è capitato di dire a Caroline: “ti darò qualcosa per cui piangere“. Non so nemmeno perché l’ho detto e di sicuro non intendevo quello che intendeva mia mamma quando pronunciava questa frase prima di schiaffeggiare me e i miei fratelli quando la facevamo arrabbiare. Ma l’ho detto, è venuto fuori dalla mia bocca. Non so più nemmeno chi sono. Anche se siete determinate a non ripetere gli errori dei vostri genitori, tranquille che ne farete altri. E questo è ironico.
  9. State continuamente addosso ai vostri bambini per farvi ascoltare, ma voi li ignorate. Non so quante volte ho rimproverato Caroline perché non mi ascolta. Il rovescio della medaglia è che non so quante volte ho tentato di avere una conversazione con qualcuno mentre lei mi tirava la maglietta ripetendo incessantemente: “mamma, mamma…” Il giorno in cui mi sono resa conto che non ci ascoltiamo l’un l’altra è stato un momento di rivelazione alla Keanu Reeves in Matrix.
  10. Il vostro bambino vi guarda come a un pilastro di forza, garanzia e sicurezza. Ma la vita è spaventosa per voi quanto lo è per lei: va bene, non ho paura del buio e dello sguardo inquietante del costume da coniglio di Pasqua indossato da qualcuno, anche se devo riconoscere che questo coniglio ha lasciato cicatrici emotive su tutti. Ma avrete davvero paura quando avrete un bimbo malato e la sua temperatura è altissima e voi non sapete cosa fare. O se vi soffermate a pensare a come metterete il cibo in tavolo, se vi fate male o se perderete il lavoro. O se penserete a tutte le cose brutte che possono capitare a vostro figlio là fuori nel mondo o se state davvero rischiando di commettere enormi errori educativi. Cullerete il vostro bambino dolcemente dicendogli che è tutto ok e che non c’è niente di cui aver paura, mentre contemporaneamente desiderate che qualcuno faccia la stessa cosa per voi. Ma non c’è nessuno.
  11. Non siete mai sole. Ma vi sentite sole come mai nella vostra vita. Io non sono mai sola. Nemmeno al mattino quando faccio pipì. Non lo sono al lavoro. Non posso cucinare la cena senza inciampare in una bambina di 5 anni piena di domande a cui non so rispondere. Ma, almeno a volte, non mi sono mai sentita più sola in vita mia. Sono una mamma single, ma so che anche le casalinghe accompagnate si sentono così. A volte ho pianto fino ad addormentarmi pensando se mai mi sarei di nuovo addormentata vicino a un’altra persona (una che non indossi un pannolino e non intendo a 80 anni). A differenza però dalle casalinghe, almeno al lavoro interagisco con persone adulte. Stare tutto il tempo con bambini piccoli vi fa sentire soli.
  12. Avete sempre voluto avere più tempo. Ma quando ce l’avete vi manca il vostro bambino o vi sentite in colpa per la loro assenza o entrambe le cose. Questo è davvero ironico, considerando il punto 11. Le volte in cui mi sono sentita più sola desideravo esserlo. L’unico tempo dedicato davvero a me nella mia vita è il pendolarismo, il momento in cui lascio il bimbo e prima di arrivare al lavoro. Sono 10 minuti davvero gloriosi e a volte sono i migliori dell’intera giornata. Ma quando qualcuno si occupa del bambino più a lungo di quei 10 minuti mi manca o mi sento in colpa. Dannazione, cosa succede? A volte prima di coricarmi penso al fatto che non vedo l’ora di essere lontana da mia figlia ma quando dorme non posso fare a meno di guardarla e di pensare quanto sia meravigliosa. Sono abbastanza sicura che la maternità mi abbia fatta diventare bipolare.
  13. Avete un figlio per cercare di salvare il matrimonio che sta andando a pezzi. Ma i piccoli si rivelano il contrario di una colla per il matrimonio. Ovviamente non l’ho mai sperimentato di persona ma ho visto tantissimi di voi farlo. I bambini vengono spesso chiamati sacchi di gioia. Ma sono, in effetti, sacchi di diarrea urlanti. E questo è ironico.

La blogger conclude poi dicendo:

Essere un genitore è la cosa piu’ difficile che abbia fatto nella mia vita. Ti frantuma l’anima, e a volte ti fa singhiozzare per terra. E forse la piu’ grande ironia ti tutto ciò è che lo farei di nuovo in un baleno. Anche con l’esaurimento costante, i capelli grigi, le preoccupazioni, tutto. Non cambierei nulla, anche se non l’avevo preventivato. Posso sognare a occhi aperti della mia vita precedente, ma scelgo comunque quella che mi fa sentire bipolare. Seriamente, di cosa si tratta? Va oltre l’ironia, è pazzia. No, va oltre la pazzia. E’ maternità.”

Unimamme, voi vi ritrovate in questi punti? Dopotutto noi vi avevamo avvertito, essere genitori è un casino, ma anche il lavoro più appagante al mondo.

 

 

 

 

(Fonte: Scarymommy.com)

Firma: Maria Sole Bosaia

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