6 cose che una mamma non vuole sentirsi dire se non ha avuto il parto che voleva

Ci sono cose da non dire a una neo mamma dopo che ha partorito, soprattutto se non ha avuto il parto che voleva.

6 cose da non dire a una neomamma


 

Io non ho avuto il parto che desideravo. Come lo avrei voluto? Doloroso, ok, ma naturale e possibilmente veloce. Invece ho sofferto per 15 ore e ho subìto un cesareo d’urgenza con anestesia totale. Devo ammettere che i primi tempi dopo la nascita di Paola invidiavo chi era riuscito a partorire senza tutte le complicazioni che avevo avuto io. Non che mi sentissi una mamma di serie B, ci mancherebbe, però ad esempio mi è mancato il fatto di vederla uscire dalla mia pancia e di tenerla subito stretta a me. Per qualche momento mi sono anche sentita in colpa: se magari fossi stata più attenta al peso e mi fossi riguardata di più, probabilmente avrei avuto un’esperienza migliore. Con i se e con i ma non si fa la storia, per cui non so se davvero sarebbe andata in modo diverso. Ecco allora 6 cose che una donna – me compresa – non vuole sentirsi dire quando le cose non sono come lei le avrebbe volute.

6 cose che una mamma non vuole sentirsi dire: c’è anche il vostro pensiero?

  1. L’importante è che il bambino stia bene: certo, ovviamente ogni mamma pensa alla salute della propria creatura. Ma per altre è un trauma subire un’operazione come un cesareo, o l’induzione o l’episiotomia. Insomma, anche la madre ha tutto il diritto di essere stanca o di non essere proprio in forma dopo il parto.
  2. Ne vale la pena: questa è una sciocchezza che si dice sulla maternità. I figli diventano con il tempo l’amore assoluto, ma dire ad una neo mamma che ha sofferto le pene dell’inferno che comunque tutta la sua sofferenza ha uno scopo, la farà sentire ancora più in colpa se non si sente proprio in forma. Insomma, ognuno deve reagire all’essere diventata mamma con i propri tempi.
  3. Alla fine è stato…: non dite niente. Non date giudizi su come una mamma possa essersi sentita durante il parto. Non potrà spiegarvelo a parole, bisogna passarci. Il dolore è molto personale e non può essere confinato in definizioni.
  4. Non so perché perdi tempo con un piano del parto: qui in Italia è ancora poco diffuso, ma in altri Paesi come la Spagna ogni donna ha il diritto di compilare un piano che contenga delle informazioni importanti per aiutarla a partorire bene, come chi vuole che assista, in che posizione vorrebbe partorire, se vuole l’epidurale o meno. Non è assolutamente vero che in quei momenti non si può controllare nulla. Almeno qualcosa si può decidere prima.
  5. Poche donne hanno il parto che volevano. E’ falso. In molte ci riescono. Bisogna avere però molta consapevolezza del proprio corpo, del tipo di interventi che si vogliono (taglio cesareo, epidurale, induzione…) ed affidarsi a persone in cui si ha fiducia.
  6. Comunque….Comunque cosa? Dire una cosa del genere significa in qualche modo giudicare e sottintendere che se il parto non è stato perfetto è un po’ anche per colpa della mamma. Attenti perciò a come vi esprimete!

E voi unimamme? Quali frasi vi siete sentire dire?

 

(Fonte: bellybelly.com)

Firma: Valentina Colmi

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