Vietato l’ingresso ai bambini: a Roma genitori insorgono contro un ristoratore

E’ polemica contro un ristorante romano che ha affisso un cartello in cui si vieta l’ingresso ai bambini, al di sotto dei 5 anni. Ma è giusto farlo?

 

no ai bambini nei ristorantiL’anno nuovo sembra cominciare con i buoni propositi che si sono già fatti andare a benedire.

Già in passato vi abbiamo parlato della nuova tendenza dei ristoranti di non “accettare” famiglie con bambini, giustificando la decisione con la necessità di garantire tranquillità agli altri ospiti.

Da poco tempo anche nella capitale d’Italia c’è un ristorante con affisso un cartello all’entrata in cui si invita la clientela con prole al seguito, inferiore all’età di 5 anni, ad andare a rifocillarsi altrove per motivi di quiete e spazi limitati, da non poter ospitare anche carrozzine e passeggini.

Le ovvie polemiche da parte di alcuni genitori si sono scatenate sui mezzi di informazione locali, ma il titolare dell’esercizio non arretra di un passo e rilancia.

Il mondo dei piccoli è terra ostile per alcuni adulti. Almeno per “il comandante”, così si fa chiamare il padrone del ristorante che ha affisso il seguente avviso all’entrata del suo locale: “A causa di episodi spiacevoli dovuti alla mancanza di educazione, in questo locale non è gradita la presenza di bambini minori di 5 anni, nonché l’ingresso di passeggini e/o di seggioloni per motivi di spazio“. Ovviamente “il comandante”, ha ricevuto parecchie critiche da genitori e non solo da loro.

L’avviso è chiaro e conciso, capiamo i disagi che possono venire a crearsi in spazi angusti ma ci siamo sempre affidati al senso civico e al rispetto dovuto a certe categorie di persone. Se dovessimo applicare questo ragionamento in ogni frangente della vita sociale immaginate che deliri quando una mamma o un disabile in carrozzina deve salire su un mezzo pubblico nelle ore di punta. O quando siamo nella sala d’aspetto del medico e il bambino capriccioso di turno deteriora la pazienza di tutti.

“Il comandante” non ha ceduto, ed è intervenuto su Radio Cusano Campus, l’emittente dell’Università degli Studi Niccolò Cusano, dove stavano affrontando la questione. Confermava e ribadiva: “I bambini sono maleducati. E di certo non mi aspettavo tutto questo clamore. Io sono nonno, ho dei nipoti anche io. Non ce l’ho con i bambini, guai a chi li tocca. Ce l’ho con i genitori che non sanno educare i propri figli. Io quando andavo da bambino al ristorante con mio papà, lui mi diceva ‘stai buono, se ti muovi ti spacco le gambe’. Oggi invece i bambini fanno un casino”.

E alla fine chiosa parlando dei passeggini: Non ho spazio. Questi passeggini sembrano tutti SUV, occupano un sacco di posti. Tanti miei colleghi, ristoratori, hanno lo stesso problema ma non hanno il coraggio di dirlo. Io invece sono uscito allo scoperto.

Abbiamo seri dubbi che il ristoratore non si aspettasse tutto questo clamore, anzi quasi ci si potrebbe scorgere una cinica strategia di marketing, ma non vogliamo addentrarci troppo nella psiche del “comandante”

Insomma, cari Unigenitori, dobbiamo assistere anche a questo: un ristorante che vieta l’ingresso ai bambini. Certo non si può negare che alcuni fanciulli non possiedano le più elementari norme di comportamento, ma a questo punto il discorso dovrebbe valere anche per gli adulti villani e nel mondo ce ne sono talmente tanti che molti esercizi dovrebbero chiudere i battenti se vietassero loro l’ingresso.

E voi che ne pensate?

Firma: Davide Testa

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