Figli adolescenti e ruolo dei genitori: ecco cosa cambia dagli 11 ai 18 anni

Recenti ricerche sugli adolescenti rivelano le necessità di intervento genitoriale sui figli a seconda del grado di sviluppo emotivo, intellettuale e sociale.

ragazza adolescente

Le fasi della crescita di bambini e ragazzi, si sa, sono molto delicate e complesse.

Se con i bambini è possibile, più o meno, seguire delle regole, molto più difficile è stare dietro agli adolescenti.

I ragazzi in questa età sono molto volubili e imprevedibili. Hanno già molti degli strumenti cognitivi degli adulti, ma devono ancora imparare ad usarli, a gestire le emozioni e le situazioni di stress. Ecco che in questi casi il sostegno dei genitori diventa indispensabile.

Ascoltando i propri figli, osservandoli e prestando attenzione al loro comportamento e alle loro reazioni, i genitori possono fare molto per aiutarli nella crescita. Anche se sembrano già “grandi”, in realtà non lo sono, soprattutto dal lato emotivo, per questo il compito degli adulti è fondamentale.

Diversi studi scientifici hanno individuato le fasi della crescita e dello sviluppo cognitivo degli adolescenti, dividendoli per fasce di età. A ciascuna fascia corrisponde un dato livello di sviluppo e gli interventi di aiuto che possono essere realizzati dai genitori.

Figli adolescenti: le 4 fasi dello sviluppo e come intervenire

Durante l’adolescenza i ragazzi hanno ancora bisogno dei genitori, che possono svolgere un ruolo molto importante nelle fasi del loro delicato sviluppo. Se un tempo si pensava che i genitori dovessero farsi da parte e non interferire nella crescita dei figli adolescenti, oggi invece molti scienziati ritengono che la vicinanza e il sostegno psicologico dei genitori, il loro affetto e supporto emotivo siano importanti.

Ecco dunque le varie fasi dell’adolescenza e il ruolo che possono svolgere i genitori, come illustrato in un recente articolo del Wall Street Journal, che cita i principali e più recenti studi scientifici sullo sviluppo degli adolescenti.

11-12 anni

Questa è la fase della pubertà e della prima adolescenza. Quando si manifestano i primi cambiamenti importanti, a livello fisico e psicologico. In questa fase di sviluppo i ragazzi possono avere un momentaneo arretramento delle loro capacità intellettive, dovuto alla crescita del cervello. Come hanno rilevato alcuni studi a questa età succede spesso che i ragazzi siano smemorati o disorientati. I genitori possono aiutarli nella routine quotidiana con dei promemoria, appunti,  reminder sul cellulare e compiti da eseguire. Metodi per rafforzare la memoria dei ragazzi.

I genitori possono anche aiutare i figli nel prendere decisioni, esponendo loro una serie di pro e contro e prendendo in esame anche altri punti di vista. I bambini che già all’età di 10 e 11 anni sono in grado di prendere decisioni, saranno degli adolescenti meno ansiosi, meno tristi e meno litigiosi con i loro coetanei. Lo ha stabilito uno studio del 2014, uscito sul Journal of Behavioral Decision Making.

Con un atteggiamento affettuoso e incoraggiante, i genitori possono influenzare lo sviluppo cerebrale dei loro figli, a questa età. Uno studio del 2014 dell’Università di Melbourne, in Australia, ha dimostrato che i ragazzi che avevano avuto madri positive e affezionate all’età di 12 anni, mostravano a 16 anni minori livelli di tristezza e ansia e maggiore auto controllo.

13-14 anni

In questa fase dell’adolescenza i ragazzi affrontano un cambiamento emotivo radicale e i genitori dovrebbero prepararsi ad affrontarlo. A questa età gli adolescenti sono molto sensibili alle opinioni dei loro coetanei e possono avere reazioni esagerate. Le loro abilità sociali nell’affrontare gli altri e capire quello che i loro coetanei pensano davvero devono ancora svilupparsi. Questa è l’età delle incomprensioni, con risposte emotive e confuse alle situazioni di stress: dall’aggressività ai pianti. Lo stress sociale è ai massimi.

Alcuni studi hanno dimostrato che  i ragazzi tra gli 11 e i 15 anni diventano tristi e ansiosi in caso di situazioni sociali stressanti, come l’esclusione dai gruppi. Gli adulti invece non sperimentano situazioni simili. Inoltre, gli adulti che soffrono di disturbi mentali innescati dallo stress nel 50% dei casi avevano già ricevuto una diagnosi prima dei 15 anni.

A questa età, infatti, le parti del cervello più vulnerabili allo stress stanno ancora maturando. Lo sviluppo delle strategie emotive che gli adolescenti utilizzano a questa età può radicarsi nei circuiti cerebrali, diventando un modello anche per tutta la vita. Lo sostiene uno studio del 2016 pubblicato nella Developmental Science Review. I ricercatori suggeriscono di insegnare ai ragazzi di questa età tecniche di sollievo e auto consolazione come la meditazione, l’esercizio fisico o ascoltare la musica.

I genitori possono:

  • aiutare i figli a scegliersi gli amici in base agli interessi comuni e non alla popolarità di questi ultimi, così come abbandonare gli amici cattivi
  • insegnare ai figli ad osservare le espressioni e il linguaggio del corpo dei loro coetanei, per aiutarli a comprenderli meglio
  • insegnare loro a superare un litigio, chiedendo scusa o accettando dei compromessi.

Il sostegno della famiglia contiene lo stress. Uno studio israeliano del 2016, pubblicato sul Journal of Family Psychology, ha dimostrato che gli adolescenti con famiglie che li sostengono, li aiutano a risolvere i problemi e danno loro supporto emotivo corrono meno rischi di ammalarsi di depressione a seguito di un forte stress.

15-16 anni

Questa è l’età in cui i ragazzi hanno una maggior predisposizione a correre dei rischi. Lo ha rilevato uno studio dell 2015 condotto dalla Leiden University, nei Paesi Bassi. A questa età si formano nel cervello i recettori della ricompensa, amplificando la risposta degli adolescenti alla dopamina, un neurotrasmettitore associato a sensazioni di piacere e soddisfazione. Una condizione che aumenta il desiderio di ricerca del brivido, come mai più accadrà in futuro.

Le normali sensazioni di paura e pericolo sono momentaneamente attenuate durante l’adolescenza. Secondo gli scienziati, questo è dovuto a un esigenza evolutiva di lasciare la casa ed esplorare nuovi ambienti. Alcuni studi hanno accertato che gli adolescenti non cambiano la loro valutazione delle situazioni pericolose nemmeno dopo essere stati avvisati che i rischi sono maggiori di quelli che possono aspettarsi.

La capacità di costruire e mantenere delle buone amicizie è molto importante a questa età. Infatti, i ragazzi che hanno amici su cui contare o di cui si possono fidare sono meno esposti ai comportamenti rischiosi. Accade invece il contrario per i ragazzi che litigano spesso con gli amici.

Anche in questo caso l’aiuto e la vicinanza dei genitori sono fondamentali. Uno studio in laboratorio del 2015 uscito su Developmental Cognitive Neuroscience, ha mostrato che gli adolescenti cresciuti con i genitori a loro fianco mostravano una inferiore attività di quella parte del cervello propensa al rischio. La vicinanza dei genitori comprendeva anche il rispetto di questi nei confronti dei figli, il superamento dei problemi attraverso il dialogo e l’assenza di tensioni e litigi.

17-18 anni

In questa fase si notano grandi e positivi cambiamenti nello sviluppo cerebrale dei ragazzi. Alcuni mostrano un miglioramento delle loro facoltà intellettive. I ragazzi già intelligenti sono in grado di diventarlo ancora di più. Lo ha dimostrato alcuni studi del 2013 dell’Università statale della Pennsylvania e dell’Università del Colorado di Boulder.

Negli adolescenti questa età prevede lo sviluppo della corteccia prefrontale, responsabile delle facoltà di giudizio e decisionali, rappresenta un freno alle esplosioni emotive e alla propensione al rischio. Alcune abilità, come risolvere i problemi e pianificare le strategie, continuano a svilupparsi fino ai 20 anni. Lo sostiene uno studio del 2015 dell’Università Hallam di Sheffield, in Inghilterra.

Le competenze sociali e le relative aree del cervello sono ancora in fase si maturazione. A questa età i ragazzi migliorano le loro capacità di accorgersi dei sentimenti degli altri e mostrare empatia. Tuttavia, possono avere ancora qualche lacuna nel comprendere gli atteggiamenti delle altre persone nelle situazioni complesse.

Ecco perché, anche a questa età l’aiuto dei genitori è ancora importante.

E voi unimamme di figli adolescenti, come vi comportate con loro? Parlate con i vostri figli dei loro sentimenti e di come affrontarli?

Vi ricordiamo il nostro articolo su gentilezza e risultati scolastici degli adolescenti.

Video su adolescenza

Firma: valeria bellagamba

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