Alcuni miti da sfatare sulla prostituzione

E’ il documento che scardina i luoghi comuni che rendono la prostituzione un fenomeno incisivo e diffuso di abuso e sfruttamento sessuale

Il tema dell’abuso e della violenza sulle donne è di quotidiana attualità. Storie di violenza domestica, così come di abuso sessuale popolano il panorama di notizie che ogni giorno ci raggiungono e che tristemente rappresentano solo una parte dello sfruttamento contro il quale le donne lottano. Un’altra parte di questo mondo è quella della prostituzione.  Tema delicato di cui a volte si parla ma mai in modo strutturato e approfondito.

Oggi affrontiamo il tema della prostituzione grazie a questo documento diffuso dalla Lobby Europea delle donne e che già è stato firmato da 200 ONG di tutta Europa, .

Si chiama “18 miti da sfatare sulla prostituzione”  e fa parte dell’iniziativa “L’appello di Bruxelles, insieme per un’Europa Libera dalla prostituzione“.

Con questa iniziativa, tali organizzazioni consigliano fortemente all’Unione europea e i suoi Stati membri di  rivedere le politiche sul tema della prostituzione e sulla tratta delle donne. 

La Lobby Europea delle donne ha come obiettivo la promozione dell’integrazione dell’uguaglianza di genere in tutte le politiche dell’Unione Europea e su questo documento argomenta con dati e statistiche  quali sono, e perche’ alcune delle considerazioni più comuni sul tema dello sfruttamento sessuale e della prostituzione non sono sostenibili.

Ecco i principali luoghi comuni e le correlate smentite:

  • è il mestiere più antico del mondo“- anche l’omicidio e la schiavitù lo sono non per questo possono essere accettate.
  • è un lavoro come un altro – tra il 60 e 80% di chi lavora con la prostituzione subisce abusi, se fosse considerato un lavoro come un altro questi tassi non potrebbero essere accettati
  • porta un sacco di soldi” – sbagliato, la maggior parte delle donne che si prostituiscono non riescono a permettersi neanche un’ auto o un appartamento in cui vivere.
  • è una scelta” – se le donne avessero maggiori capacità di scelta non sceglierebbero di venire abusate
  • riguarda la libertà sessuale, l’abolizionismo è anti sesso” – la prostituzione non riguarda il sesso ma il potere: acquistare prestazioni sessuali equivale a negare la libertà sessuale dell’altra persona
  • abolirla porterebbe ad avere più stupri” – la normalizzazione non fa altro che inculcare nella mente dei clienti che la donna è solo merce
  • la domanda non cesserà mai” – alcuni studi dimostrano che gli uomini comprano sesso semplicemente perché è permesso
  • non si deve criminalizzare i clienti perchè loro non possono salvare le donne o identificare le vittime della tratta”  – una visione romantica alla “Pretty Woman” della prostituzione che non ha nulla a che vedere con la realtà
  • l’abolizione della prostituzione è una utopia” –  abolire la prostituzione non significa debellarla. La norma sociale dovrebbe inserire tra i diritti umani il principio per il quale il corpo umano e la sessualità non sono in vendita.

Sono tante le sfaccettature di questo tema così delicato e ferita aperta delle politiche nazionali e comunitarie.

Come citato anche in questo documento, esempi di regolamentazione come quelli avvenuti in Olanda e in Svezia hanno portato a risultati nel lungo periodo controversi. La valutazione dei 10 anni di politiche sulla prostituzione in queste due nazioni non concede risultati incoraggianti nella direzione della lotta allo sfruttamento e all’abuso.

Voi universomamme? Siede d’accordo sul fatto che falsi miti sulla prostituzione non possano essere assecondati? Come credete sia possibile contribuire a limitare il fenomeno della prostituzione in Italia?

 

 

 

Firma: Manuela Leone

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