Allarme antibiotici: batteri resistenti rendono l’Italia uno dei paesi più a rischio epidemia

Troppi abusi nell’assunzione di antibiotici. Prescrizioni e assunzioni anche quando non necessarie hanno fatto scattare l’allarme epidemia.

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Ci curiamo troppo? Ci curiamo male? Quante volte abbiamo riflettuto sul fatto che forse oggi si fa davvero un “eccessivo ricorso al farmaco“. Il focus sulla sanità nostrana negli ultimi anni ha evidenziato non solo come inefficaci e inefficienti siano alcune procedure e ricorsi alle terapie, ma purtroppo anche quanto queste a volte danneggino addirittura seriamente la stessa salute non solo delle persone singole ma anche della società nel complesso.

Per restare in ambito di donne e bambini solo un anno fa vi abbiamo riportato i dati in cui l’Italia si guadagna l’impressionante record della nazione con più parti cesarei in Europa (percentuale più che triplicata dal 1980 al 2011);  oggi la situazione critica del nostro paese viene affermata in un comunicato dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma da Marta Ciofi degli Atti, responsabile di Epidemiologia Clinica dell’Ospedale Pediatrico riguardo all’allarme arrivato dall’Inghilterra sui “super batteri”.

In Italia l’uso di antibiotici è più diffuso e i rischi sono maggiori

L’Italia tra i Paesi europei dove circola il maggior numero di germi multiresistenti e l’uso di antibiotici è più diffuso. Secondo il rapporto del Dipartimento per la gestione delle emergenze nazionali del governo britannico, la nuova ondata di batteri capaci di resistere agli antibiotici potrebbe causare numerose vittime ed anche in Italia la situazione è critica.

La causa principale dello sviluppo di nuovi germi multiresistenti è l’uso non appropriato degli antibiotici sia negli uomini che in ambito veterinario, ovvero negli animali che entrano nella catena alimentare e vengono consumati.

I batteri, infatti, hanno una grande capacità di difendersi dagli antibiotici sviluppando meccanismi di resistenza indotti proprio dall’uso che ne viene fatto.

E’ necessario ricordare che molte comuni infezioni causate da virus come l’influenza o il raffreddore o le infezioni delle prime vie respiratorie dei bambini, non devono essere curate con antibiotici che andranno riservati solo per il trattamento di casi particolari.”  – aggiunge Ciofi degli Atti .

Il rischio maggiore di questa nuova ondata di “super batteri” è soprattutto per le persone con una elevata suscettibilità alle infezioni, o per i pazienti ricoverati nelle terapie intensive degli ospedali che potrebbero sviluppare malattie gravi e molto difficili da trattare se causate da germi resistenti agli antibiotici.

E’ stato calcolato che l’emergenza per la diffusione di infezioni causate dai cosiddetti “batteri resistenti agli antibiotici”Amr o Antimicrobial Resistance Infection–  potrebbe causare, in caso di “epidemia”, fino a 200.000 casi di contagio e 80.000 vittime.

“Gli antibiotici sono medicine estremamente potenti, essenziali e indispensabili ma la chiave della lotta alla multiresistenza risiede proprio nell‘uso prudente degli antibiotici stessi e secondo precise indicazioni.”  – dice Ciofi degli Atti .

Antibiotici sempre più prescritti dal 1999 al 2011

Tutti lo sanno, ma evidentemente nessuno lo fa. Secondo lo studio condotto dall’University College di Londra, insieme al Servizio Sanitario Nazionale britannico, vi sono grandi differenze tra le condotte dei vari medici di base. Per tale motivo, i ricercatori hanno esaminato oltre 500 pratiche mediche eseguite tra il 1991 e il 2011.

Dai risultati è emerso che il medico di famiglia aveva prescritto antibiotici:

  • per tosse e raffreddore nella proporzione del 36% nel 1999.
  • la statistica è vistosamente in rialzo nel 2011 che contava oltre il 51% delle persone. Si tratta pertanto di un aumento del 40%.

Il primo ministro David Cameron ha addirittura annunciato il timore di “un ritorno agli anni bui della medicina” e nonostante il Dipartimento della Salute Inglese – ma anche quello italiano – abbia formulato più volte la raccomandazione circa l’urgenza di limitare le prescrizioni degli antibiotici a partire da fine anni ’90 questo non avviene ancora. La pratica e l’evidenza suggeriscono che spesso questi vengono prescritti anche quando si tratta di sintomi lievi che guariscono spontaneamente o possono essere trattati efficacemente con altre forme di farmaci.

Anche se non sarebbe opportuno dire che tutti i casi di tosse e raffreddore o mal di gola non hanno bisogno di antibiotici, il nostro studio suggerisce fortemente che vi è la necessità di apportare miglioramenti sulla prescrizione di antibiotici” – ha affermato alla BBC il professor Jeremy Hawker, epidemiologo consulente della sanità pubblica in Inghilterra.

Secondo la dott.ssa Maureen Baker del Royal College of GPs, gli antibiotici sono farmaci molto efficaci; l’importante è che siano utilizzati in modo appropriato.

Care Unimamme, gli scienziati ritengono che i pazienti debbano essere:

  • consapevoli dei rischi associati all’uso inappropriato degli antibiotici;
  • che sia fondamentale che questi siano utilizzati in modo responsabile;
  • e che i medici sappiano resistere alle pressioni dei pazienti, evitando prescrizioni inutili e spiegando che vi possono essere delle alternative.

L’abuso di antibiotici è infatti spesso dovuto proprio all’idea errata che molte persone hanno di essi e del loro uso. Prima di farceli prescrivere o assumerli con leggerezza, o farli assumere ai nostri bambini chiediamo consiglio al medico.

E a voi è capitato di assumere questi farmaci senza prescrizione e parere medico?

(Fonte: LaStampa; Repubblica; OspedaleBambinoGesù)

Firma: Manuela Leone

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