Allarme pedofilia e pedopornografia: oltre 100 mila i siti segnalati

Pedofilia e pedopornografia riguardano sempre più minori che, incoscientemente, si ritrovano a scambiare informazioni con degli sconosciuti attraverso i social network. Leggiamo i dati allarmanti diffusi da Meter

pericoli dei social network Un altro duro colpo sferrato contro i Social Network anche se, in realtà, niente di cui già non eravamo a conoscenza.

La pedofilia e la pedopornografia sono il male del secolo tanto da essere definite come le “nuove forme di schiavitù”.

La violenza sessuale sui minori, purtroppo, può perpetrarsi sotto diverse forme, quali

  • incesto,
  • prostituzione,
  • pornografia,
  • corruzione,
  • adescamento anche via web,
  • aggressione da parte di coetanei prepotenti.

Pedofilia: un’indagine

Anche nel nostro Bel Paese, purtroppo, questi accadimenti stanno subendo un’escalation davvero preoccupante, tanto che secondo le forze dell’ordine, nell’ultimo triennio, le denunce sporte per atti sessuali verso minorenni si sono triplicate, ben oltre 5000 le vittime che hanno denunciato il sopruso subito, delle quali oltre il 60% sono di sesso femminile.

Dalle numerose statistiche condotte da diverse associazioni internazionali si evince che:

40 milioni di bambini subiscono abusi ogni anno;
– il suicidio è la terza tra le prime cause di morte tra gli adolescenti di tutto il mondo;
oltre il 30% di bambini disabili che vivono negli istituti speciali in Ucraina muore prima di compiere 18 anni;
– quasi il 20% di donne e oltre il 5% di uomini raccontano di aver subito abusi sessuali da altri bambini
– un 25–50% di tutti i bambini racconta di aver subito abusi fisici;
– ogni anno circa 3 milioni di bambine subiscono mutilazioni genitali.

Dall’ultimo Report Meter presentato il 18 marzo 2014, ottenuto in collaborazione a numerosi volontari che monitorano la Rete e con la Polizia Postale e delle Comunicazioni nel decennio che va dal 2003 al 2013 si nota che sono stati scoperti ben oltre 107 mila siti di pedofilia e di pedopornografia.

Tanto del sommerso è stato scoperto ma, purtroppo, i pedofili utilizzano domini generici per mantenere l’anonimato e i social network rappresentano un ottimo mezzo per propagandare la pedofila.

Ecco l’elenco dei domini più utilizzati con i relativi dati:

  • .com (1.721, ovvero il 55,23% sul totale),
  • .lix.in (1.094, cioè ben il 33,21% sul totale),
  • .net (325),
  • .org (70),
  • .info (34),
  • .onion (26),
  • .biz (19),
  • .tv (4).

È bene ricordare che i domini rappresentano delle piattaforme che garantiscono ai pedofili una navigazione più anonima poiché non sono localizzabili geograficamente in quanto gli utenti si “appoggiano” a un server unico.

Se da una parte diminuiscono i siti pedofili (questo reso possibile grazie ai controlli assidui da parte degli organismi competenti), dall’altra parte aumenta il Deep Web, la parte nascosta del web dove, proprio come in un mercato nero, è possibile trovare tutto ciò che è illecito.  

Riprendendo la definizione fornita da wikipedia, il Deep Web o Web invisibile è “l’insieme delle risorse informative del World Wide Web non segnalate dai normali motori di ricerca. Secondo una ricerca sulle dimensioni della rete condotta nel 2000 da Bright Planet[1], un’organizzazione degli Stati Uniti d’America, il Web è costituito da oltre 550 miliardi di documenti mentre Google ne indicizza solo 2 miliardi, ossia meno dell’uno per cento.”

Il dato preoccupante che si evince da questa ricerca è quello che riguarda i bambini che già dagli 8 anni sentono la necessità di condividere “virtualmente” le proprie attività con gli amici in Rete e tanti sono, poi, i siti sui quali poter giocare con compagni “virtuali” dietro ai quali spesso si nascondo persone poco affidabili.

Questo deve, quindi, spingere la famiglia e gli adulti a dirottare le attenzioni dei propri figli verso giochi reali e non virtuali, dove, troppo spesso, si rasenta l’alienazione dalla realtà.

Purtroppo poi sono gli stessi minori che in tanti diffondono foto pedo-pornografiche in rete attraverso la nuova triste tendenza del Sexting, ovvero la condivisione di testi o immagini sessualmente espliciti.

Il servizio che presta soccorso alle numerose richieste di aiuto è attivo in modo costante grazie ai volontari e le problematiche lamentate dai minori sono sempre le stesse:

– abuso sessuale (25%)
– sospetto di abuso sessuale (30,6%)
– difficoltà familiari (16,6%)
– molestie attraverso internet (11,2%)
– segnalazione di siti pedopornografici (5,5%)
– disturbi d’ansia (5,5%)
– abuso psicologico (2,8%)
– prostituzione (2,8%).

Per cercare di stare quanto più vicini ai minorenni e per informare e sensibilizzare gli stessi circa i pericoli che si corrono nella Rete nel 2013 i professionisti di Meter hanno incontrato oltre 14 mila persone trattando proprio i temi degli abusi sull’infanzia, di internet e dei suoi pericoli. Ecco i luoghi in cui si sono tenuti questi incontri nel 2013:

– 41% presso associazioni
– 19% nelle diocesi (oltre 71 quelle sensibilizzate dal 2003 ad oggi)
– 16% all’interno delle scuole (più di 80 mila gli studenti edotti circa i pericoli della Rete)
– 14% negli enti pubblici
– 6% nei club service
– 3% presso aziende, cooperative e tv
– 1% all’interno delle sedi universitarie.

Un altro passo importante da parte di Meter è stato quello della creazione di “Casa Meter” una Comunità di accoglienza per minori in difficoltà che offre loro di affrontare e superare un’esperienza traumatica vissuta sulla propria pelle.

Il fondatore e presidente di Meter, Don Fortunato Di Noto ha dichiaratoI dati, come potete vedere, rappresentano una realtà drammatica e in crescita con rilievi di denuncia che hanno reso visibile le torture sessuali sui bambini in tenerissima età. La pedofilia criminale si nasconde nel deep web e conosce qualsiasi tipo di canale per produrre e smerciare materiale pedopornografico e la strisciante cultura pedofilia che normalizza i gravi abusi sui bambini. È un crimine contro i bambini, per questa ragione il fenomeno non può essere sottovalutato e ridimensionato. La difesa dei piccoli e dei deboli ci impone di rilanciare l’appello e l’intervento per dichiarare la pedofilia e le sue forme abiette: un crimine contro l’umanità”.

Conclude poi esortando un impegno da parte di tutti per la difesa dei più piccoli e dei più deboli affinchè Meter e le sue iniziative lodevoli non cessino di esistere.

Dopo questi dati allarmanti riguardo la pedofilia e la pedopornografia cerchiamo di tenere gli occhi ben aperti e controlliamo quello che fanno i nostri figli quando davanti al PC e anche attraverso i loro smartphone dai quali ormai non si staccano mai.

Per chi volesse approfondire, consigliamo vivamente il sito di Meter, dove è possibile anche trovare informazioni su come supportarli.

Firma: Francesca Nicoletti

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