Allattamento al seno: la legge italiana protegge davvero i nostri figli?

Dopo il caso dei pediatri corrotti massima attenzione ai consigli circa l’alimentazione dei neonati. Ecco cosa dice la Legge.


Unimamme, forse sarà ancora fresca nelle vostre menti il ricordo dell’indegna vicenda dei primari corrotti che lucravano sul latte artificiale a danno dei bimbi.

Allattamento al seno e pubblicità: quale relazione?

Il raggiro subito di numerose mamme può essere annoverato in uno dei casi estremi che invitano le mamme ignare a ricorrere ad alimenti alternativi.

Secondo uno studio comparso l’anno scorso sulla rivista scientifica Birth la promozione di sostitutivi del latte materno creerebbe confusione nella mente delle giovani mamme e ne pregiudicherebbe quindi l’adesione allallattamento al seno.

Uno studio portato avanti dai ricercatori della Chapel Hill ha riscontrato una notevole influenza della pubblicità sul livello di consapevolezza delle persone prese in esame.

La ricerca ha preso in esame:

  1. 4 gruppi donne che allattavano al seno
  2. donne che somministravano la formula

In Italia, a seguito del caso dei pediatri corrotti la Coalizione italiana per l’alimentazione dei neonati e dei bambini ha chiesto che, in caso la magistratura dovesse confermare le accuse,  “il riconoscimento del danno biologico al neonato e alla mamma e di quello patrimoniale a entrambi i genitori“.

Tutelare l’allattamento al seno: cosa dice la Legge

In Italia esistono sì leggi che difendono l’allattamento al seno, ma spesso e volentieri vengono palesemente aggirate. In merito esistono 2 importanti documenti:

  1. il Codice internazionale sulla commercializzazione dei sostituti del latte materno, sottoscritto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dall’Unicef, vieta la prescrizione di latte artificiale alla dimissione dopo il parto
  2. la circolare risalente al 2000 ed emessa dall’allora Ministro della Sanità Umberto Veronesi ricorda che: “al momento della dimissione non devono essere forniti in omaggio prodotti o materiale in grado di interferire in qualunque modo con l’allattamento al seno

Non si può quindi effettuare una prescrizione del sostituto del latte materno come se si trattasse di una cosa obbligatoria.

Infine, a partire dal 2009, con il decreto 82 emesso dal ministero del Lavoro, della Salute e delle politiche Sociali, prescrivere alla mamma il latte artificiale al momento della dimissione del neonato è diventato un vero reato.

La multa, in caso di trasgressione, va dai 12 mila ai 72 mila Euro.

Benefici dell’allattamento al seno

Oltre ai numerosissimi benefici dell’allattamento al seno, come la riduzione della malattie cardiache secondo uno studio, c’è anche da aggiungere una non trascurabile parte economica.

Secondo alcuni ricercatori della Brunel University un prolungamento dell’allattamento al seno potrebbe far risparmiare al sistema nazionale britannico oltre 40 milioni di Euro l’anno, grazie alla riduzione dell’esposizione dei piccoli a numerose malattie infantili.

Infine l‘Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) si esprime così circa l’allattamento: “non c’è bisogno di aggiungere alla formula per lattanti e di proseguimento acido arachidonico, acido eicosapentaenoico, oligosaccaridi non assimilabili, probiotici o simbiotici, cromo, fluoro, taurina e nucleotidi”.

Unimamme e voi cosa ne pensate di questi casi? A voi sono mai stati suggeriti dei sostitutivi al vostro latte?
Dite la vostra se vi va.

 

 

 

 

Fonte: La Stampa

Firma: Maria Sole Bosaia

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