Allattare al seno riduce il rischio di sviluppare la depressione post partum

Il rischio di sviluppare la depressione post partum diminuisce se si allatta al seno. A dirlo una nuova ricerca inglese.

allattamento al seno

Allattare al seno ridurrebbe il rischio di avere la depressione post partum. E’ quanto emerge da un studio pubblicato sulla rivista Maternal and Child Health, in cui è stato scoperto che le madri che hanno pianificato di allattare e che ci riescono possono far diminuire in modo significativo la possibilità di DPP.

La ricerca ha evidenziato quanto sia importante per una neo mamma essere sostenuta durante i primi giorni e le prime settimane dopo il parto se vuole avviare l’allattamento al seno: spesso infatti le difficoltà incontrate i momenti successivi alla nascita si possono risolvere con l’intervento di una persona competente, senza per questo dover passare al latte artificiale.

Allattare al seno, ecco perché

Lo studio condotto dall’Università di Cambridge prende in esame più di 10mila madri; si tratta di una delle ricerche più grandi di tutta l’Inghilterra ed è anche uno dei pochi a considerare la salute mentale della madre prima della nascita. Inoltre esamina fattori socioeconomici e di relazione, oltre a altri potenziali motivi contingenti, come la qualità del parto e se i bimbi nascono prematuri.

E’ stato dimostrato che le donne che sono riuscite ad allattare hanno avuto una diminuzione significativa del rischio di depressione post natale rispetto a chi invece non l’ha fatto. Il beneficio aumenta di settimana in settimana a partire dal primo mese. La relazione tra l’allattamento e la depressione è più pronunciata quando il neonato ha 8 settimane, mentre si riduce quando il bimbo ha raggiunto gli 8 mesi e oltre.

La ricerca si è basata su un’altra condotta nell’area di Bristol in cui sono state prese in esame 13,998 nascite all’inizio degli anni Novanta. La depressione post partum è stata misurata attraverso la Scala di Edimburgo – un metodo che può essere anche autodiagnostico – quando i bambini avevano 8 settimane e poi 8, 21 e 33 mesi. Non è stata presa invece in considerazione la parte prenatale, ovvero se ci fosse la possibiltà di contrarre la depressione post partum già prima della nascita.

Ha tenuto poi conto di alcuni altri studi già effettuati nei primi anni Duemila in cui era stato riportato il ruolo fondamentale dell’allattamento al seno. Ad esempio nel 2004 in uno studio pubblicato su Biological Psychology sono stati comparati 4 gruppi di bambini:

  • bambini di madri depresse che allattavano al seno o col biberon
  • bambini di madri non depresse che allattavano al seno o al biberon 

I figli delle mamme depresse che allattavano al biberon avevano un’attività celebrare anormale, cosa che invece non succedeva con le madri depresse che allattavano al seno. I benefici al seno sono indubbi quindi: protegge il bambino dandogli gli anticorpi della madre ed essa riceve dei ritorni positivi, aumentando il legame con il figlio.

Per questo è molto importante che le neo mamme siano incoraggiate ad allattare al seno: figure competenti come ostetriche o doule possono servire a questo scopo.

Le ricerche hanno infatti dimostrato che le madri che hanno difficoltà ad  allattare nei primi giorni dopo il parto sviluppano una maggiore probabilità di sviluppare la depressione. Anche le donne che dopo un mese non riescono a dormire, possono sviluppare la DPP. Il rischio di sentirsi fallite come madri è alto: ecco perché il sostegno è fondamentale.

E voi Unimamme cosa ne pensate?

Firma: Valentina Colmi

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