Il tuo bambino fatica a studiare? Attenzione alla dislessia

La dislessia è un fenomeno molto diffuso in Italia e troppo spesso viene scambiato come scarsa predisposizione del bimbo allo studio. Cosa si può fare?

La dislessia è un disturbo dell’apprendimento legato alla difficoltà del bambino di scrivere con scioltezza e di leggere in modo fluente.

In Italia colpisce tra il 3 e il 4% dei bambini in età scolare, ma rimane ancora un argomento poco affrontato e spesso confuso con altre problematiche.

Il bambino dislessico è un bambino che non ha problemi a livello intellettivo (è vivace, sveglio, intelligente), ma che, nel momento in cui si trova a dover affrontare la lettura o la scrittura di un testo, non riesce a farlo in modo automatico, perciò rallenta, si stanca e di conseguenza si demotiva.

Quello che avviene, in particolare, è che il bambino fa fatica a distinguere le lettere che hanno una forma simile (la”p” dalla “b”, la “m” dalla “n” ad esempio), oppure non riesce a memorizzare informazioni in sequenza (le lettere dell’alfabeto o i giorni della settimana). Tutte le attività che avvengono a livello automatico gli richiedono uno sforzo massimo, rallentandone l’apprendimento.

E’ importante sapere che la diagnosi di dislessia può essere verificata con certezza intorno al settimo anno di età del bambino.
Un grande aiuto può essere dato dalla collaborazione tra scuola e famiglia, in quanto al bambino dislessico vanno evitate tutta una serie di attività, per lui molto complesse, che rischiano di aumentarne l’insicurezza:

  • evitare di farli leggere a voce alta,
  • evitare di correggere loro tutti gli errori nella scrittura,
  • evitare di rimproverarli perché i loro compiti appaiono disordinati.

Al contrario, ci sono molti strumenti che si possono utilizzare per sostenere e aiutare i bambini dislessici, il più efficace fra tutti è la logopedia, uno strumento importantissimo che guida e sostiene il bambino dandogli un aiuto con tecniche di riabilitazione specifiche. Ecco un link che può aiutarvi ad individuare un centro pubblico o un professionista privato.

È fondamentale,  infine, che si verifichi una collaborazione tra la scuola, la famiglia e il logopedista, per creare materiali mirati su cui il bambino possa studiare con serenità, imparando e acquisendo fiducia, per costruire un’immagine positiva di sé.

Quindi, cosa aspettiamo…attiviamoci e interveniamo, subito! 

Firma: Gioia Salvatori

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