Aumenta il senso di colpa per chi non allatta al seno

Allattare il proprio figlio equivale a dargli amore, sia che lo si faccia con il seno sia con il biberon.

Svariate campagne pubblicitarie, ma anche amici, parenti e persino conoscenti inneggiano alle meraviglie dell’allattamento al seno e sembrano quasi denigrare quelle madri che, per qualsasi motivo, non lo fanno.

Secondo uno rapporto americano presentato al Centers for Disease Control and Prevention circa il 25% delle donne non allatta i propri figli al seno e si trova quasi “costretto” a colpevolizzarsi, come se l’allattamento artificiale stesse uccidendo i propri figli.

Ovviamente però non è,  e non può essere, o tutto bianco o tutto nero in campi così delicati come questi.

La scienza e la medicina, negli ultimi anni, hanno associato molte cose positive all’allattamento al seno del proprio bambino come:

  • un quoziente intellettivo più alto
  • minori tassi di obesità infantile
  • apporto delle migliori combinazioni di vitamine, proteine e anticorpi per la salute del bambino
  • aiuto nello sviluppo cognitivo e fisico

Chiaramente però non tutto è unicamente legato all’allattamento al seno. L’intelligenza del proprio piccolo infatti non dipende dal latte materno, ma deriva, molto più probabilmente, dall’interazione bambino-adulto. Stessa cosa per il diabete e l’obesità che sono molto più correlati a degli stili di vita sbagliati nel corso della crescita, che non al periodo dell’allattamento.

Inoltre vanno anche considerati tutti i motivi per cui una madre non allatta al seno che possono essere ad esempio:

  • le ragadi
  • il bambino lo rifiuta
  • mancanza di tempo
  • disagio.

Ciò che rimane certo deve essere tuttavia la comprensione per ogni forma di allattamento scelta, in quanto colpevolizzare una madre per un scelta fatta, sicuramente in un ottica di benessere del figlio, è sbagliato. Si va infatti ad aumentare un malessere o un dispiacere di una madre che, per quanto ne possono sapere gli estranei, vorrebbe tanto poter condividere questa gioia con il proprio piccolino, ma indipendentemente dalla volontà, non riesce o non può fare.

Allora la domanda è: meglio allora allattare il proprio figlio con amore, ma tramite un biberon, o farlo attaccare al seno controvoglia o con dolore?

Firma: selena marvaldi

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