Autismo: la relazione tra nonna materna e il rischio per i nipoti

Uno studio ha scoperto che ci sarebbe una correlazione tra l’autismo e la nonna materna: si parla di fumo e epigenetica.

A tutt’oggi non si conoscono con precisione le cause dell’autismo: probabilmente sono genetiche e ambientali, per questo si stanno affinando dei test prenatali che potrebbero individuarlo prima della nascita.

Alcuni ricercatori sono riusciti a creare una app che potrebbe determinare una diagnosi precoce, ma la strada è ancora lunga.

Ora un altro studio ha stabilito un’importante scoperta: centra il ruolo della nonna materna.

Autismo: la nonna materna ha un ruolo fondamentale 

Secondo lo studio Avon Longitudinal Study of Parents and Children (ALSPAC) condotto su 14.000 persone – seguite fin dalla nascita – e apparso sulla rivista Scientific Reports ,avente l’obiettivo di verificare se l’esposizione di un genitore al fumo delle loro madri ha effetti sui nipoti, se la nonna materna fumava in gravidanza i nipoti avranno il 67% di probabilità in più di avere tratti legati all’autismo come:  

  • scarse abilità di comunicazione sociale
  • comportamenti ripetitivi

I danni del fumo sono infatti riconosciuti sul feto, ma questa è la prima volta che si parla della trasmissione di tratti genetici.

In realtà, l’ambiente sembrerebbe uno dei fattori da prendere in considerazione per l’insorgenza dell’autismo: “Sembrano qui confermati i risultati già emersi da altri studi che indagano il ruolo di alcuni fattori ambientali nell’aumentare il rischio di sviluppare autismo” –  spiega a La Stampa la dottoressa Maria Luisa Scattoni del Servizio di coordinamento e supporto alla ricerca dell’Istituto Superiore di Sanità, uno dei soci fondatori dell’associazione italiana ricerca autismo (AIRA) e coordinatrice del network italiano per il riconoscimento precoce dell’autismo, il NIDA.

Altri fattori di rischio sono:

  • l’età avanzata la momento del concepimento
  • avere due gravidanze ravvicinate in meno di 12 mesi
  • basso peso alla nascita del neonato
  • l’assunzione di alcuni farmaci in gravidanza (ad esempio l’acido valproico)
  • l’esposizione per lavoro ai pesticidi

Il fumo della nonna mentre era in gravidanza infatti potrebbe causare dei danni al DNA che – pur saltando una generazione – verrebbero poi evidenziati nei nipoti. Anzi, nelle nipoti. Pare infatti che se la nonna materna fumava ad essere colpite maggiormente siano le bambine, anche se non c’è una corrispondenza scientifica a questa differenza tra maschi e femmine.

Il fumo è associato a danni a livello di DNA e se questo può portare a variazioni, queste possono essere poi trasmesse alle generazioni future. Motivo in più per non fumare.

E voi unimamme cosa ne pensate?

Vi lasciamo con alcune ricerche sulle cause dell’autismo.

Firma: Valentina Colmi

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