Bambini a “Scuola in Ospedale”, un’eccellenza italiana:di cosa si tratta?

La “scuola in ospedale”, una eccellenza italiana e modello nel mondo. Scopriamo di cosa si tratta e tutti riferimenti regione per regione.

ThinkstockPhotos-140261995

Quarant’anni fa due ospedali di Roma furono i pionieri della “Scuola in Ospedale“, ve ne abbiamo parlato attraverso una storia che fa bene al cuore!  Quella di Jamal il ragazzo che proprio in un ospedale della capitale ha trovato la sua casa e la sua scuola.

Nell’anno scolastico 2013/2014, in Italia, sono stati:

  • 72.765 i ragazzi ricoverati in ospedale che hanno potuto proseguire con lo studio durante la loro degenza;
  • per 41.783 la degenza è durata dai 2 ai 7 giorni;
  • 1.235 alunni sono stati obbligati a rimanere a casa dopo essere stati dimessi ed hanno usufruito della scuola a domicilio;
  • il corpo insegnanti è stato coinvolto con più di 3.400 docenti provenienti da 1.015 istituti;

Per i bambini è importante proseguire il percorso d’istruzione anche di fronte a un’improvvisa, grave, malattia. Questo il tema principale al centro del Workshop nazionale sulla Scuola in ospedale e a domicilio tenutosi a Roma fino al 20 marzo per fare il punto sulle prospettive, tra continuità e tradizione, di questa particolare e delicata offerta formativa. L’iniziativa è promossa dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca – D. G. per lo Studente, la Partecipazione e l’Integrazione – in collaborazione con il Politecnico di Milano (METID), con il CNR (Istituto tecnologie didattiche di Genova) ed in collaborazione con la Fondazione Politecnico di Milano.

La Scuola in Ospedale di cosa si tratta

La particolare offerta formativa si sviluppa attraverso la scuola in ospedale e l’istruzione domiciliare contribuisce a tutelare e coniugare due diritti costituzionalmente garantiti:

  • diritto alla salute
  • diritto all’istruzione.

L’intervento educativo si colloca nella cornice più ampia di azioni mirate a prevenire e contrastare la dispersione scolastica, nonché a facilitare il reinserimento nel contesto scolastico tradizionale. Nata da un’esperienza episodica sulla base della disponibilità e volontà di singoli operatori e istituzioni, nel tempo è diventata una struttura con una sua precisa identità, facilmente riconoscibile e realmente integrata. Oggi è diffusa in tutti gli ordini e gradi di scuola e nei principali ospedali e reparti pediatrici del territorio nazionale.

La funzione fondamentale del docente in ospedale è fondamentale e garantisce un “ponte” tra la famiglia e l’ospedale, ha anche il delicato compito di promuovere il diritto all’ istruzione in un contesto così delicato e complesso.

Attraverso il portale è possibile accedere alla visualizzazione delle sezioni scolastiche operanti nelle Regioni italiane e della relativa offerta formativa.  A integrazione dei servizi di Scuola in Ospedale e Istruzione Domiciliare si organizzano interventi di formazione a più livelli, rivolti sia al personale docente che a quello amministrativo.

Il portale del progetto è un’eccellenza italiana

Problemi relativi allo stato di salute possono minare questo il percorso di istruzione di bambini e ragazzi e tutti i paesi del mondo si devono confrontare con i problemi relativi agli studenti ammalati. Ognuno di essi lo fa in maniera differente a seconda del proprio contesto demografico, culturale e geografico ma le tecnologie dell’informazione e della comunicazione rappresentano comunque un’immensa opportunità in questo senso. Grazie al progetto internazionale LeHo, Learning at Home and in the Hospital, finanziato dall’Unione Europea nel programma LLP, la Fondazione Politecnico di Milano, che collabora attivamente anche a PSO, conduce un’indagine sulle buone pratiche in campo internazionale nel mondo della HHE (Home and Hospital Education), diffondendo quella che si sta rivelando essere, a tutti gli effetti, un’eccellenza italiana unica al mondo. Portale ne è un brillante esempio, unico al mondo.

Care Unimamme, conoscevate questa opportunità? Cosa ne pensate?

(Fonte: pso.istruzione)

Firma: Manuela Leone

Notizie Correlate

Commenta