I bambino mordono? 11 consigli per gestire al meglio la situazione

Arrivati a 2 anni i bambini tendono a mordere i compagni. Impariamo come gestire questa situazione per non farne un dramma.

mordere

Di recente, in un asilo nido nel Padovano, si è verificato il caso di una bimba di 2 anni che ha preso a morsi un bimbo più piccolo lasciandogli tracce sul viso e su tutto il corpo. La piccola si sarebbe alzata durante il riposino per andare a mordere il compagno che riposava in un lettino.

Sconcertati per l’avvenimento e anche per la mancanza di sorveglianza sui bimbi i genitori del piccolo morsicato hanno denunciato il fatto alla Magistratura, per evitare che cose del genere si ripetano. Le maestre, ora indagate, si difendono dichiarando di non essersi accorte di nulla.

Questo è un episodio estremo che ci lascia basiti, solitamente, arrivati a una certa età, può capitare che i piccini mordano i compagni, ma gli esperti di pedagogia assicurano che si tratta di una fase, fastidiosa sì, ma fortunatamente passeggera, che va affrontata e gestita in serenità.

Certo, se si tratta del primo figlio, potreste essere un po’ confusi ed ecco perché affrontiamo l’argomento in modo che siate preparati.

Bambini che mordono: come, quando e perché

1) Perché i bambini mordono: a parte i neonati che tentano di mangiare tutto quello che trovano mentre mettono i dentini i bambini di 2 anni mordono per ragioni diverse e non sono tutte maliziose. La dottoressa  Claire B. Kopp sostiene che frustrazione, temperamento, abilità di linguaggio, genere, la sensibilità dei genitori sono tutti fattori importanti nella propensione a mordere dei bimbi e la loro aggressività. Tra le motivazioni ci sono:

  1. curiosità
  2. richiesta di attenzione
  3. mostrare affetto
  4. fame
  5. ansia o stress
  6. sono spaventati o si stanno difendendo
  7. sono annoiati
  8. sono infelici
  9. sono iper stimolati o stanchissimi
  10. reazione all’ambiente circostante
  11. stanno mettendo i denti

2) Perché è normale: il dottor Dr. Paul Horowitz, pediatra al Discovery Pediatrics in California, spiega che i morsi sono una reazione dei bambini che esplorano il mondo circostante, ma che effettivamente può diventare un problema sociale quando mordono i coetanei. Può accadere perché un bimbo ruba un giocattolo all’altro, oppure in un momento di frustrazione o angoscia. I piccini non hanno gli strumenti linguistici necessari per esprimersi, così fanno i capricci o mordono. Quando, crescendo, migliorano col linguaggio, anche questa abitudine scomparirà.

3)I maschi mordono le bambine: solitamente i maschietti sono più portati per atti di “aggressione” nei confronti delle bambine aggiunge la dottoressa Kopp. I maschietti tendono ad essere più forti delle femminucce ma ad avere un repertorio di parole più ristretto. In poche parole la frustrazione di non riuscire ad esprimersi combinata con l’eccesso di forza porta i bambini a scatenarsi.

4)Quando comincia: accade più comunemente tra i 2 e i 36 mesi di età quando i teorici dello sviluppo imputano il fenomeno alla mancanza di capacità di linguaggio per esprimere le emozioni e l’improvvisa esposizione dei bimbi a numerosi coetanei. Susan Stephenson, insegnante associata in un scuola Montessori sostiene che questo fenomeno è più comune prima che i piccoli imparino a parlare. “Stanno imparando a parlare e all’improvviso non riescono a trovare la parola giusta. Quindi mordono” spiega l’insegnante. Nel corso di uno studio sui bambini all’asilo è stato rilevato che:

  1. il picco di morsi si ha a 24 mesi dove 1 bambino su 4 è coinvolto in questo fenomeno
  2. il National Association for the Education of Young Children stima che 1 bimbo su 10 tra quelli che hanno 2 anni morda.

5)Cosa è normale e cosa no: non dovreste spaventarvi se il vostro bambino morde, ma sempre stando alle indicazioni della dottoressa Kopp un piccino che morde una o due volte al mese non è a rischio, non ignorate il suo comportamento ma affrontatelo con calma, se invece morde una o più volte la settimana allora è il caso di preoccuparsi. Se però il piccolo comincia a perdere gli amichetti perché morde allora questo può condurre a una cattiva immagine di se stesso. In quel caso, suggerisce il Dr. Horowirz, parlatene con l’insegnante in modo da trovare un modo affinché il bimbo non venga ostracizzato. Quando poi verso i 3 e 4 anni la loro capacità di esprimersi migliora, il problema dovrebbe scomparire. Se il piccino morde ancora negli anni prima della scuola allora questo potrebbe essere un segnale di una disfunzione tattile e va controllata con un pediatra.

6)Come gestire il morso: il momento successivo al morso è il peggiore per chi morde e per la vittima. Mentre la vittima è sconvolta per il morso, chi morde è altrettanto spaventato per le sue stesse azioni. Nessuno poi vuole che il proprio figlio sia indicato come colui che morde vero? Provate a mettervi nei panni di vostro figlio e a pensare come vorreste essere trattati se aveste fatto qualcosa di cui vergognarsi. Vorreste essere etichettati come una persona scortese o preferireste che qualcuno riconoscesse che siete sotto stress e che già vi sentite male per quello che avete fatto?

Mantenete la calma, fate capire al bimbo in modo perentorio che questo “non si fa” come suggerisce il dottor Horowitz. “Punirlo” con un time out dipende dall’età del bambino (dovrebbe durare 1 minuto per ciascuno anno di età) ma tenete presente che non è efficace se non superata la soglia dei 2 anni. Altrimenti trovate un’altra modalità.

7)Che cosa non fare: è naturale farsi prendere dalle emozioni, ma ricordatevi che come gestirete la situazione vi aiuterà ad evitare futuri incidenti. Stephenson suggerisce di non creare una situazione di vittima-aggressore. “Al fine di evitare che un bambino venga etichettato come cattivo e l’altro come vittima, l’educatore dovrebbe avere lo stesso atteggiamento verso entrambi”. Dunque potrebbe dire: “mi spiace che siate stati colpiti e che vi siate fatti male”.

Qualche consiglio:

  1. non cercate di spiegare perché mordere è sbagliato, probabilmente è al di sopra della loro comprensione
  2. non urlate in direzione del bambino e non colpitelo
  3. non mordete il bambino per fargli capire che fa male
  4. non cercate di far empatizzare con la la sua vittima, è un concetto troppo astratto
  5. non forzate una scusa. il vecchio adagio “abbraccia tua sorella e dille che ti dispiace” insegna loro a mentire e genera più risentimento che perdono
  6. tutto dipende da come gestire la questione,  potrebbe essere l’occasione per rafforzare il carattere del bimbo. Se date troppa enfasi all’evento questo potrebbe spingere il piccolo a rifarlo.

8) Trattare con i bambini: è importante dare sostegno fisico ed emotivo al bimbo che è stato morso.

  1. se la pelle non è stata rotta lavatela con acqua e sapone
  2. mettetela sotto il getto dell’acqua per lavarla
  3. pulitela
  4. applicate una pomata antibiotica e una fasciatura
  5. se c’è sangue consultate il pediatra che potrebbe prescrivere un antibiotico orale
  6. se si sviluppa rossore chiamate il pediatra
  7. se il piccolo piange prendetelo in braccio e sedetevi con lui in grembo per consolarlo, come suggerisce la dottoressa Kopp
  8. entrate in empatia col bimbo e fate il possibile perchè non morda a sua volta

9)Interazione tra parenti: dovreste scusarvi per il comportamento del bimbo?”oppure dovete difenderlo se è stato vittima del morso? Non vi è un’etichetta per questi avvenimenti, dipende anche da voi se volete portarlo alla luce. Potrebbe anche dipendere da quanto conoscete l’altro genitore o da come l’educatrice ha gestito il morso se accaduto a scuola oppure se è la prima o decima volta che accade. Sempre la dottoressa Kopp suggerisce che se intendete affrontare i genitori del bimbo dovete farlo senza farne una colpa.

10)Prevenire il morso: nel mordere la miglior difesa è l’attacco. Siate proattivi nel guadare il vostro bimbo ed evitare situazioni che possono innescare l’aggressione, come un particolare compagno di giochi, essere alla fine della giornata e un amico che ruba un giocattolo. “Quando vedete che il bimbo sta per mordere reindirizzatelo verso una situazione meno frustrante” suggerisce il dottor Horowitz.

11)Ecco alcuni libri che potrebbero esservi utili, sfortunatamente sono tutti in inglese:

  • Teeth Are Not for Biting by Elizabeth Verdick (piccoli fino al prescuola)
  • No Biting! by Karen Katz (piccini fino al prescuola)
  • No Biting, Louise by Margie Palatini (prescuola e prima elementare)
  • Don’t Bite Your Friends! by Lisa Rao (Yo Gabba Gabba; prescuola

Unimamme e voi cosa ne pensate di questi consigli? Vi torneranno utili?

Avete già dovuto affrontare questa fase con i vostri bambini, come vi siete comportate?

Dite la vostra se vi va.

 

(Fonte: Parenting.com/Corriere del Veneto Corriere.it)

Firma: Maria Sole Bosaia

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