“Potete staccare la spina”: un bambino molto malato “condannato” a morte

Un giudice si è espresso sul caso di un bimbo con una grave malattia genetica tenuto in vita artificialmente.

Unimamme, oggi vi parliamo di un caso controverso che ha visto protagonisti una coppia di genitori e il loro bimbo molto malato.

Bambino con una grave malattia genetica: l’ultimo appello

Charlie è un bimbo inglese che soffre di una rara malattia genetica e di danni al cervello.

I suoi genitori Connie e Chris desideravano portare il figlio in America per una cura sperimentale e, tempo fa, avevano lanciato una raccolta fondi che ha fruttato 1,2 milioni di sterline con questo scopo.

Più di 80 mila persone li avevano aiutati ma, a quanto pare, è stato tutto inutile perché un giudice ha decretato che l’Ospedale debba somministrare al loro piccino solo cure palliative.

In pratica è arrivato il momento di fermare il sostegno artificiale alla vita di Charlie.

“Saremo eternamente grati qualunque sia il risultato per Charlie, stiamo pregando affinché lui abbia la sua opportunità” avevano dichiarato vedendo i risultati della raccolta fondi.

Il giudice ha sottolineato che il piccolo deve avere la possibilità di morire con dignità e che questa decisione non è stata presa alla leggera “è con il cuore pesante ma con completa convinzione per l’interesse supremo di Charlie che acconsento a quanto sottoposto dall’ospedale e consento loro di ritirare tutte le cure tranne quelle palliative per permettere a Charlie di morire con dignità”.

Il giudice ha avuto parole generose anche per i genitori di Charlie per la loro dedizione nei confronti del figlio fin dalla sua nascita.

Connie e Chris, chiaramente, sono rimasti devastati dalla decisione del giudice e non riescono a capire perché non sia stata data al figlio un’ultima chance per tentare una cura.

Purtroppo, come accennato, Charlie ha una malattia genetica mitocondriale, una condizione che causa debolezza muscolare e danni al cervello.

“Charlie ha solo un’ultima opportunità, senza questo trattamento l’alternativa è la morte” ha dichiarato durante il processo la sua mamma, come si legge sul Mirror.

Uno degli avvocati ha sottolineato che il viaggio in America sarebbe servito solo a prolungare la morte del bimbo.

Durante il processo è stato citato il parere di molti esperti che si sono espressi sul fatto che Charlie non potesse muoversi e avesse un danno al cervello significativo e irreversibile.

Inoltre il possibile trattamento in America non era pionieristico ma puramente sperimentale, senza prospettive reali di migliorare la vita del bimbo che quindi sarebbe rimasta veramente scarsa.

Il legale di Connie e Chris ha argomentato che bisognasse lasciare almeno un’ultimo tentativo a Charlie e che il bimbo non avrebbe sofferto andando in America.

Ora i genitori avranno 3 settimane per decidere se e come fare appello.

Unimamme, cosa ne pensate della decisione presa dal giudice? Cosa fareste al posto di questi genitori? Accettereste il parere degli esperti?

 

Firma: Maria Sole Bosaia

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