Basta una fiaba per “scoprire” l’autismo ed effettuare una diagnosi precoce

Uno studio comportamentale sui bambini apre la strada ad un test di diagnosi precoce dell’autismo. Il tutto grazie ad una fiaba.

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Care Unimamme, molto spesso abbiamo parlato di autismo e sappiamo ormai quanto lo sviluppo del linguaggio entro i primi dodici mesi di vita è il fattore-chiave per la sua diagnosi precoce.

Il 2 aprile, nella Giornata Mondiale dedicata all’autismo vi abbiamo fatto conoscere 10 valide teorie e ricerche sull’ insorgere di questa sindrome e sui modi per diagnosticarla e trattarla, adesso arriva la notizia di un nuovo valido esperimento sostenuto dai ricercatori  dell’Università di San Diego.

Autismo: una fiaba può aiutare a scoprire la malattia

I ricercatori dell’Università di San Diego, sono stati i primi infatti a condurre uno studio concentrato unicamente su questo aspetto: capire come la risposta dei bambini sottoposti all’attenzione di una lettura potesse indicare valori utili a diagnosticare precocemente l’autismo.

Dopo aver sottoposto un gruppo di bambini di circa un anno alla risonanza magnetica funzionale mentre ascoltavano una fiaba, gli esperti sono riusciti a stabilire differenze sostanziali nelle attività cerebrali che riguardano le primissime abilità linguistiche di comprensione: 

  • nei bambini diagnosticati con autismo, questi valori erano sotto la norma.

Una diagnosi così precoce dello sviluppo linguistico può essere determinante nella buona riuscita delle terapie, sostengono gli esperti, prima si interviene sui piccoli autistici con terapie specifiche e migliori saranno gli esiti che si avranno in futuro. I risultati di questa ultima ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica “Neuron“; la molteplicità di queste ricerche testimonia il costante impegno degli scienziati nell’ indagare in modo sempre più approfondito questa misteriosa sindrome per aiutare i bambini che ne sono affetti e le loro famiglie. Forse, presto, continuando a cercare, scopriremo il perché alcuni bambini nascono con questo problema e come si può intervenire per garantire loro una vita qualitativamente migliore.

La diagnosi, come in questo caso, viene spesso effettuata sulla base di osservazioni comportamentali, e sin ora non esiste nessun test biologico, ma un rivoluzionario studio sulla saliva ha aperto la strada al a sperimentazione del primo test biologico, utile ad una diagnosi precoce indolore e immediata.

Voi cosa ne pensate?

(Fonte: Cell)

Firma: Manuela Leone

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