Donna nata senza utero realizza il sogno di diventare mamma! (FOTO)

Hayley Haynes, geneticamente uomo, perchè nata con il cromosoma XY è riuscita a diventare mamma di 2 gemelline.

Hayley-Haynes-e-Sam-Haynes


 

Unimamme, una donna, per inseguire il suo sogno di maternità è disposta ad affrontare e sormontare difficoltà che sembrano insuperabili, grazie anche all’aiuto della scienza come successo alla ventottenne Hayley Haynes, a cui ventenne, fu diagnosticato un incredibile problema che l’aveva mandata completamente in crisi.

Fino a 19 anni, Hayley pensava di essere una ragazza come tutte le altre, ma a differenza delle sue amiche non aveva ancora avuto le mestruazioni nonostante avesse attraversato la pubertà. Dopo numerose analisi e controlli, le venne confermato un responso a dir poco sconvolgente: Haley aveva il cromosoma XY, il che voleva dire che, agli occhi della genetica, lei era un uomo.

Haley non aveva gli organi riproduttivi, essendo affetta dalla Sindrome da insensibilità androgina (di fatto, una malattia rara) e questo le precludeva la possibilità di avere figli, uno dei suoi sogni.

“Quando mi hanno detto che non avevo l’utero ero così confusa da sentirmi male. La mia più grande paura però era di non poter avere figli. All’improvviso veniva a mancare un pezzo della mia vita. Mi sentivo donna a metà. Come avrei potuto dire a un qualsiasi ragazzo che avrei frequentato che ero geneticamente un uomo?” si domandava angosciata Haley.

Hayley-Haynes e marito


Per fortuna, in quei drammatici momenti, al suo fianco c’era il suo migliore amico Sam che ricorda ancora: “mi disse che nessun uomo l’avrebbe mai voluta. Io allora le ho risposto che qualunque uomo degno di questo nome l’avrebbe fatto.  A quell’epoca lo dissi in qualità di amico, sembra proprio romantico che poi sia stato io quell’uomo”.

Nel 2007 però ci fu una svolta, perché uno specialista del Royal Derby Hospital individuò un piccolissimo accenno di utero e così le speranze di Haley cominciarono a maturare. Anche se l’utero era di solo pochi millimetri era un inizio, inoltre lo specialista era sicuro che sarebbe potuto aumentare. “Non avrei potuto concepire in modo naturale ma con la fecondazione in vitro poteva esserci qualche speranza” ha dichiarato la donna al Mirror.

Il primo passo è stato quello di somministrare a Haley un ciclo di ormoni in pastiglie per assicurarle il giusto livello di progesterone ed estrogeni. Questo le avrebbe consentito di smettere di soffrire di osteoporosi e di creare le condizioni affinché l’utero potesse crescere.

mamma e figlia


 

Nel frattempo però l’amicizia di Haley e Sam sbocciava in una bella storia d’amore, diventata ufficiale in occasione del ventiduesimo compleanno della donna.

Sam è stato il mio confidente fin dall’inizio, mi ha sempre sostenuta. Ero terrorizzata che ogni uomo, una volta scoperta la mia condizione, potesse correre via. Ma con Sam mi sono subito sentita accettata e amata. Purtroppo però non sapevamo se avremmo potuto avere figli” ha aggiunto Haley.

Nel 2011 l’utero di Haley era pronto per tentare con le fecondazione in vitro, ma è stato a quel punto che un’altra tegola ha colpito questa tenace coppia: il Servizio Sanitario Nazionale si rifiutava di pagare il trattamento, anche se stando alle leggi avrebbe dovuto.

Noi tenevamo in considerazione anche l’adozione, ma desideravamo un bimbo che fosse simile a uno biologicamente nostro e ciò era possibile grazie a una donatrice di ovuli e allo sperma di Sam” ricorda Haley.

Dopo aver speso metà dei risparmi per i trattamenti Haley e Sam hanno volato per 2 mila miglia per realizzare il sogno di diventare genitori.

ecografia


 

“Ero nervosissima, avevamo solo una possibilità e non potevamo permettercene un’altra. Volevo diventare una mamma e sapevo che se mi avessero detto che non c’erano ovuli buoni ne sarei uscita distrutta” rammenta la donna.

Delle 13 uova ne furono impiantate 2, dopo l’impianto Haley passò i successivi 10 giorni a riposo. Secondo i medici sussisteva il 60% di possibilità che lei potesse rimanere incinta, ma dopo 10 giorni Haley già si sentiva svenire e così, dopo aver acquistato un test la donna ebbe la più straordinaria e lieta delle sorprese: era incinta.

Tremavo dalla testa ai piedi, ma quando ho sbirciato il test e ho visto che era positivo non ho potuto fare a meno di contenere la mia gioia afferma Haley “saltavo su è giù urlando, ma Sam ha mantenuto i nervi saldi suggerendo di fare un altro test definitivo prima di festeggiare”.

Le successive analisi confermarono quanto i coniugi già sapevano, ma con una piccola sorpresa: entrambe le uova erano state fertilizzate e quindi Haley e Sam erano in attesa di 2 gemellini.

“Non potevo crederci, ero fuori di me e sulla Luna contemporaneamente. Avevo finalmente la possibilità di avere una famiglia completa” ha spiegato Haley, che da quel momento ha dovuto seguire rigorosamente le prescrizioni mediche per tutelare la propria gravidanza.

Tutto è andato bene, finché in dicembre non sono nate le sue gemelle: Darcey e Avery, due belle e sane bambine che hanno reso orgogliosa la loro mamma e l’hanno ripagata di tutti gli sforzi compiuti fino a quel punto.

Hayley Haynes e le gemelline


 

Diventare mamma è stato il momento più straordinario di tutta la mia vita. Quando ho avuto le mie bambine tra le braccia mi sono sentita sopraffatta.  Avevo trascorso 9 anni a venire a patti col fatto che questo non sarebbe mai potuto succedere, ma in quel momento tutto il dolore era stato lavato via” ha affermato la mamma chiaramente al colmo della gioia.

Anche Sam, diventato papà, concorda, tanto da non riuscire a staccarsi dalle sue piccoline. “Abbiamo speso tantissimo per queste bambine. Non solo i nostri portafogli sono vuoti, ma siamo anche emotivamente esausti”.

Ora Sam e Haley, sono diventati una bella famiglia, a dispetto delle enormi difficoltà.

Unimamme, non pensate che questa sia una storia semplicemente straordinaria come quella della donna con 2 uteri che è riuscita ad avere una bimba in modo naturale?

Dite la vostra se vi va.

 

 

 

(Fonte: Mirror.co.uk/Telgraph.co.uk)

Firma: Maria Sole Bosaia

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