Effetto Angelina: la chirurgia preventiva è la soluzione?

La dichiarazione di Angelina Jolie generea riflessioni doverose sul tema della chirurgia preventiva.

Una delle notizie che ha maggiormente colpito l’opinione pubblica negli ultimi tempi è stata la dichiarazione fatta da Angelina Jolie che ha raccontato ai media di aver deciso di praticarsi una mastectomia preventiva in quanto a seguito di test del DNA si sarebbe evidenziato un altissimo rischio di sviluppare il cancro al seno.

La dichiarazione ha fatto immediatamente il giro del web e come accade in questi casi, quando una celebrità si fa portavoce di una causa, soprattutto se la causa è legata a questioni che hanno a che vedere con la salute, in genere gli effetti si fanno sentire.

E’ il caso ad esempio di quelle campagne di prevenzione che vengono appositamente fatte con dei volti noti, delle celebrità che fanno da testimonial per invogliare le persone attraverso un atteggiamento emulativo a fare degli esami preventivi, a porre l’attenzione su questioni di salute magari difficili da affrontare perché spesso accompagnate da tabù ( si pensi solo alle campagne di prevenzione di malattie come l’Aids)

In questo caso la questione è spinosa, infatti, se è vero che da una parte a seguito dell’operazione il rischio dell’attrice di sviluppare il cancro si è ridotto al 5% è pur vero come dicono i medici che, in effetti non sono operazioni che azzerano i rischi.

Questo perchè in America, a seguito delle dichiarazioni dell’attrice, si sono moltiplicati, proprio come effetto positivo, gli screening richiesti ma allo stesso tempo anche le terapie di profilassi ovvero le richieste di interventi di questo stesso tipo.

Come si apprende da un articolo comparso sul web, sul sito MediciItalia,  è vero che la mastectomia preventiva abbassa di moltissimo il rischio, ma ci sono anche altri provvedimenti possibili ed efficaci per ridurre i rischi, di cui il primo tra tutti, è un’alimentazione sana e uno stile di vita che comprenda fare sport.

Questo perchè ad esempio in America sono sempre più frequenti le richieste di analisi del Dna per vedere quali siano i rischi ed intervenire preventivamente, magari con un bell’intervento, ma la vita rimane un misterioso terno al lotto e non è possibile prevedere tutto, perchè molto è affidato al caso e, come dicevamo prima, a una vita il più possibile sana.  Affrontare degli interventi preventivi infatti non è privo di rischi, comporta:

  • un’operazione,
  • uno stato post-operatorio,
  • eventuali complicazioni,
  • risvolti di natura psicologica da non sottovalutare.

Insomma bisogna anche un po’ imparare a non scegliere sempre la via più breve, che può funzionare, ma non sempre e non per tutti.

E voi, cosa ne pensate?

Firma: Gioia Salvatori

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