Epilessia: cos’è, come si manifesta e cosa fare per essere utili

L’epilessia, quasi semore, si verifica con perdita di coscienza e movimenti rapidi e improvvisi. Ecco tutto quello che c’è da sapere

epilessia cosa fareL’epilessia è, sicuramente, una di quelle malattie di fronte alle quali se non si è preparati si può rimanere come interdetti e non si riesce ad aiutare colui o colei che ne è vittima.

Ma cos’è l’epilessia? Si tratta di una disfunzione neurologica che si contraddistingue con improvvise, e a volte ricorrenti, perdite di coscienza accompagnate da movimenti convulsivi dei muscoli, comunemente chiamate crisi epilettiche.

Epilessia, cos’è, come si manifesta e come prestare primo soccorso

La crisi epilettica, per curare la quale in America si somministra la cannabis, è cosa diversa dalle convulsioni febbrili che, però, si manifestano con gli stessi sintomi:

  • rigidità dei muscoli,
  • bava alla bocca
  • e momentanea perdita dei sensi.

Esistono diversi tipi di epilessia così quante le cause che la provocano, riporta il sito del Bambin Gesù. Bisogna sempre andare a fondo con l’anamnesi e scoprire, dunque, quale causa ha provocato la crisi epilettica poiché ogni causa può essere sintomo di un determinato problema, che rientra in una di queste condizioni:

  • una predisposizione genetica
  • una lesione cerebrale cronica
  • una malattia cerebrale acuta

a seconda dei casi

  • se rientrano nella prima categoria si esclude qualsiasi malattia neurologica per cui il bimbo non risulta essere malato;
  • se la causa è una lesione cerebrale cronica, come per esempio una malformazione cerebrale, il bambino può essere affetto anche da un deficit motorio o cognitivo
  • se, invece, l’epilessia è provocata da una lesione cerebrale acuta, il bambino può essere colpito anche da un disturbo della coscienza, da uno stato di coma fino a un deficit motorio che lo rende quasi del tutto immobile.

Crisi convulsiva, cos’è

All’improvviso il corpo si irrigidisce o inizia a scuotersi in modo violento e si perde coscienza. Il tutto deriva dall’attivazione di alcune cellule cerebrali, attivazione che può essere

  • primaria, giunta senza alcuna motivazione apparente, o
  • secondaria, ovvero conseguente a qualche infezione, a un problema vascolare o a un trauma cerebrale di una certa entità.

Si è in presenza di epilessia solo quando la crisi convulsiva sia appartenente all’attivazione primaria poiché la stessa, avvenuta senza alcuna causa scatenante, può dipendere esclusivamente da due fattori:

  • una predisposizione genetica o
  • una lesione cronica cerebrale.

Per quanto riguarda, invece, i casi di crisi convulsive appartenenti all’attivazione secondaria si tratta di problemi cerebrali non per forza legati all’epilessia.

Crisi convulsiva, come si manifesta

Se è vero che l’epilessia è caratterizzata da irrigidimento o scuotimento improvviso del corpo è vero anche che non sempre questi eventi sono da ricondurre alle cellule del cervello. Può succedere, infatti, che il nostro corpo risponda allo stesso modo anche in presenza di altre patologie. Per esempio nella sincope si perdono i sensi per un improvviso abbassamento della pressione arteriosa e che il cervello possa rispondere a tale avvenimento con manifestazioni motorie di breve durata ed entità.

A seconda, poi, della zona interessata dalla crisi epilettica le manifestazioni cliniche sono diverse, per cui, se l’area interessata è

  • quella motoria, la crisi sarà motoria, ovvero si manifesterà per esempio con deviazione della bocca da un lato, scosse violente a un arto, irrigidimento di un lato del corpo;
  • quella occipitale, ovvero della nuca, gli occhi subiranno la deviazione da un lato;
  • quella temporale, laterale, la bocca o le mani si muoveranno in maniera inconsulta e improvvisa e spesso si perderà il contatto con l’ambiente esterno.

È possibile pure che le crisi coinvolgano l’intero cervello e che la manifestazione delle stesse si presenti sotto “assenze” brevi e temporanee, senza manifestazione motoria né caduta.

Epilessia, come intervenire in presenza di crisi convulsiva

Chiaramente la prima cosa da fare è quella di non perdere la lucidità e la calma per essere quanto più utili al soggetto interessato dalla crisi convulsiva. Ecco alcune indicazioni sul da farsi:

  • se il bambino è caduto a terra posizionare un cuscino sotto la testa per evitare che possa batterla più volte sul pavimento provocando danni,
  • ruotare il corpo del bimbo su un fianco per fare uscire la saliva che si accumula in bocca,
  • non cercare di aprire la bocca, contrariamente a quanto si pensa la lingua non viene inghiottita per cui forzare l’apertura della bocca mentre vi è una contrazione involontaria dei muscoli mascellari potrebbe causare problemi al soccorritore (morso) o al bambino (rottura dei denti),
  • evitare di rianimare il bambino con respirazioni o massaggi cardiaci, a nulla servono.

La crisi convulsiva deve fare il suo decorso, per cui come è venuta recede in modo spontaneo.

Se la crisi epilettica giunge senza convulsioni ma con “piccole assenze”

  • evitare di spaventare il bambino con le nostre ansie,
  • rassicurare lo stesso sulla non gravità dell’evento,
  • evitare interventi inopportuni.

Nel caso in cui i medici abbiano prescritto l’utilizzo di microclismi di valium bisogna attendere che passi prima qualche minuto prima di somministrare lo stesso, poiché quasi nel 90% dei casi la crisi recede dopo 1-2 minuti e il corpo torna, lentamente, morbido.

Un utile suggerimento è quello di cercare di prestare attenzione all’evoluzione della crisi e alle manifestazioni come la deviazione da un lato degli occhi o la tipologia di scosse questo perché più informazioni si danno al medico curante e meglio si riesce a trovare la giusta cura.

E voi unimamme avete mai avuto a che fare con le crisi convulsive? Come avete reagito? Siete riuscite a mantenere la calma e a rendervi utili o il panico ha avuto la meglio su di voi?

Firma: Francesca Nicoletti

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