“La classe capovolta”: un modo nuovo di vivere la scuola

Insegnare in modo differente si può ed è semplice e costruttivo grazie ai nuovi media. Con la Flipped Classroom si ribalta l’insegnamento scolastico.

flipped classroomL’istruzione scolastica e le modalità di insegnamento sono rimaste invariate per molto tempo. Non stiamo parlando di argomenti trattati ma piuttosto di modalità di erogazione.

Nonostante questo, l’insegnamento rimane un campo affasciante, oggetto di studi psicologici e pedagogici, ma anche di riflessioni intellettuali e filosofiche. Tra tutte queste ce ne è una che sta raccogliendo molto consensi all’interno del campo scolastico. Cambiamenti che non si possono definire minori, ma che vanno a capovolgere del tutto l’insegnamento e l’istruzione in generale: la Flipped Classroom, o Classe capovolta.

Questa nuova filosofia e modalità di insegnamento, nasce da due insegnanti di un liceo in Colorado, Jonathan Bergmann e Aaron Sams. I due professori insegnano in un piccola realtà rurale, semplice e abbastanza canonica. Bergmann e Sams, però, si sono detti preoccupati per le numerose assenze dei loro studenti, per le più svariate motivazioni, che avrebbero portato i ragazzi a perdere parti del programma scolastico. I due professori hanno quindi iniziato a pensare allora come fare per aiutare gli studenti, fino a quando non hanno scoperto un software che permette di inserire una voce registrata all’interno di un PowerPoint. Siamo nel 2007, e ancora non c’erano le risorse tecnologiche che si hanno oggi a disposizione, perciò, quando Bergmann e Sams hanno iniziato a condividere in questo modo le lezioni con i propri studenti, la loro sembrò un’innovazione tanto banale quanto geniale. I ragazzi iniziarono a seguire la lezione a casa e a fare le esercitazioni in classe: era nata la Flipped Classroom.

Capovolta, perché sono gli studenti a diventare in qualche modo responsabili dell’insegnamento, e i professori pronti a dare supporto.

Per chi la volesse proporre all’interno delle proprie istituzioni scolastiche, ecco in 9 punti cardine della Flipped Classroom.

  • Un apprendimento realmente personalizzato: nelle classi sovraffollate dei nostri istituti, è impossibile considerare necessità e bisogni di ognuno. Nella Flipped Classroom, invece, coloro che hanno bisogno di più tempo possono vedere il video più volte, mentre i più dotati hanno la possibilità di approfondire.
  • Un nuovo ruolo per l’insegnante: durante la lezione, i professori, dopo un breve brainstormig sulle lezioni seguite a casa, potrà dedicarsi alle esercitazioni, sia singole che di gruppo, così da fissare i concetti espressi nel video, supportando i più bisognosi di aiuto.
  • Bassi livelli di frustrazione e abbandono scolastico: quando si fanno i compiti a casa, se lo studente incontra una difficoltà, non sa a chi rivolgersi, facendo salire la frustrazione e portando in alcuni casi, all’abbandono dello studio. Con la Flipped Classroom, ogni studente potrà avere l’aiuto diretto del professore quando si blocca di fronte a un esercizio, abbassando la possibilità di insuccesso e il relativo sentimento di sconfitta.
  • Non è vincolate: è possibile realizzare in video solamente alcune lezioni, sia per approfondire temi particolarmente complessi, sia come test del metodo.
  • La forza della Rete: anche se non ve la sentite di registrare un video, potete comunque affidarvi a risorse realizzate da altri e messe online a vostra disposizione. Utili risorse sono: YouTube EDU, BIGnomi, Repetita Treccani, OilProject.
  • La propria raccolta: con il passare del tempo, selezionando contenuti online e registrandone di propri, avrete a disposizione una raccolta completa della materia che vi aiuterà ad affrontare qualsiasi argomento in qualunque situazione.
  • La semplicità di creare contenuti: oggi sono presenti numerosi software che vi permettono di creare contenuti in maniera semplice e intuitiva. Tra i più famosi Screencast-O-Matic, Educreations, Adobe Voice, Lensoo Create, UTGreat Whiteboard
  • Niente grandi attrezzature: per usufruire dei video didattici, non servono grandi mezzi ma sono facilmente fruibili da portatili e cellulari.
  • Dare risposte differenti ai genitori: alle riunioni genitore-insegnante, ogni docente potrà dare una reale valutazione sull’andamento degli studenti, in quanto ne avrà seguito lo sviluppo delle conoscenze e delle capacità.

Se non vi siete convinti dell’utilità della Flipped Classroom, vi riportiamo alcuni dati raccolti dal sito ClassroomWindow, registrati durante un sondaggio del 2012:

  • 88% degli insegnanti hanno provato maggiore soddisfazione in ambito lavorativo;
  • 67% degli studenti ha riportato voti più alti nei test;
  • 80% degli intervistati ha notato un miglioramento nella vita di classe;
  • 99% degli intervistati avrebbe continuato ad usare la Flipped Classroom .

Magari si potrebbe proporre nei nostri istituti scolastici. Dopotutto, provare non costa niente.

E se non vi ha convinto questa modalità d’insegnamento ma rimanete insoddisfatti di quella attuale, non demordete! Cercate online e scoprirete esperimenti scolastici molto interessanti come quello dell’associazione Scuole Aperte o del King’s College di Londra.

Cosa ne pensate della Flipped Classroom, cari unigenitori?

Firma: Andrea Mondati

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