Gammy, il bambino down separato dalla sorella: le autorità sapevano chi fosse il padre e non hanno fatto nulla (VIDEO)

Le autorità autraliane sapevano ancor prima che scoppiasse il caso sui media che il padre biologico di Gammy, il bambino down abbandonato in Tailandia, responsabile di abusi sessuali su minori, aveva con sé una bambina ma non sono intervenute.

Unimamme, vi ricordate la triste storia del piccolo Gammy, bimbo abbandonato dai genitori australiani perché aveva la Sindrome di Down?

Bene, ora ci sono nuovi sviluppi sul suo caso. È emerso che la nipote di David John Farnell, il padre biologico del bambino lasciato con la madre surrogata che ha coraggiosamente deciso di occuparsi di lui dopo il rifiuto della famiglia, aveva avvertito le autorità sul fatto che l’uomo, che ha 22 condanne per abusi sessuali sui minori ed è stato anche in prigione, aveva con sé una bimba, la sorellina gemella di Gammy appunto.

La faccenda, oltre ad essere un caso internazionale che ha già avuto ripercussioni sul sistema della maternità in affitto in Thailandia è diventato anche un caso nazionale per la scarsa prontezza con cui la giustizia è intervenuta nei confronti di ciò che stava accadendo e, soprattutto a tutela dei minori coinvolti.

Il ministro australiano della protezione all’infanzia Helen Morton ha ammesso in Parlamento di essere stata al corrente del caso fin da maggio, prima che tutta la storia diventasse di dominio pubblico. Perchè infatti infatti i servizi sociali hanno incontrato David Farnell e la sua famiglia solo in agosto, quando tutti ormai sapevano del caso?

Inoltre pare che Wendy Li, la moglie di Farnell, sia tornata nel suo paese natale in Cina, portando con sé la figlioletta, gemellina di Gammy.

Ora le più alte cariche dello Stato in tema di tutela dell’infanzia si dicono costernate da tutta la vicenda, come il portavoce Stephen Dawson che afferma: “le autorità hanno fallito con questo bambino, il ministro dovrebbe dimettersi. Penso che la sua posizione sia insostenibile e visto il suo imbroglio e la sua disonestà dovrebbe lasciare il ministero“. Parole dure certo, ma che risultano essere appropriate in questa difficile situazione.

Il portavoce del dipartimento della tutela dell’Infanzia Dawson è convinto che non ci fosse alcuna scusa per non intervenire e rintracciare la famiglia grazie alle informazioni che già possedevano in maggio. Dopotutto se alle autorità ci sono voluti mesi, come mai invece i giornalisti ci hanno impiegato solo pochi giorni?

Il ministro Morton però non sembra propensa a dare le dimissioni adducendo la scusa che questo caso è più importante dei giochi politici e dei media. La donna ammette che la storia di Gammy e sua sorelle avrebbe meritato la più alta priorità, ma così non è stato forse anche a causa dell’eccessivo carico di lavoro.

Mentre è stata avviata un’indagine interna, al piccolo Gammy rimane l’amore della mamma e il conforto di tutti coloro che si sono interessati alla sua triste vicenda.

Noi speriamo che le autorità provvedano finalmente a chiarire tutta questa torbida vicenda che assume toni sempre più oscuri e preoccupanti, e che se la bambina è davvero in pericolo, che sia tolta al padre biologico e data alla madre surrogata, che aveva già manifestato tale intenzione.

E voi unimamme cosa ne pensate di questa situazione? Concordate con noi che le autorità avrebbero dovuto fare di più per i due gemellini?

 

(Fonte: Yahoo.com)

 

Firma: Maria Sole Bosaia

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