Gestosi, cosa è e come si cura

Il 7% delle donne in gravidanza soffre di gestosi. Avere più di 35 anni, soffrire di ipertensione e aspettare dei gemelli sembrano essere le condizioni più a rischio.

Un disturbo da tenere seriamente sotto controllo, dato che colpisce ben il 7% delle donne in “dolce attesa”, è la gestosi. Come tanti disturbi legati alla gravidanza, la buona notizia è che la gestosi, o preeclampsia,  scompare con il termine della gravidanza stessa.

Si tratta di una sindrome caratterizzata essenzialmente da:

  • aumento della pressione arteriosa
  • perdita di proteine con le urine
  • gonfiori agli arti inferiori.

Le cause non sono ancora del tutto note, ma, quello che è certo è che: ” Le cause della malattia sono da ricercarsi in alterazioni della placenta che si svilupperebbero progressivamente durante la gravidanza per motivi ancora non del tutto chiari” come possiamo leggere su Ostetricia e Ginecologia Online.
Quindi a causa della placenta danneggiata si liberano nel corpo sostanze nocive. Purtroppo essendo colpita proprio la placenta, e quindi ciò che assicura nutrimento e ossigeno al feto, le complicazioni possono portare a:

  • morte endo-uterina,
  • ritardo di crescita,
  • rischio di parto pretermine.

E’ necessario, in caso di sospetta gestosi, fare attenzione a sintomi come il gonfiore generalizzato  e aumento di peso eccessivo,e nel dubbio fare gli esami delle urine e ovviamente consultare il proprio ginecologo.

Le donne più a rischio sono:

  • le donne con più di 35 anni,
  • quelle che soffrono di ipertensione,
  • quelle in gravidanza gemellare.

La complicazione peggiore, ma rara della gestosi, è l’eclampsia, facilmente riconoscibile poiché associata a contrazioni che possono ricordare un attacco epilettico.

Nel caso di gestosi è quindi opportuno osservare riposo il più possibile, per evitare ulteriore aumento della pressione arteriosa,  e adottare una dieta iposodica. Se prescritto del proprio medico si devono poi prendere farmaci utili a diminuire la pressione arteriosa.

Ovviamente con una diagnosi di gestosi, la mamma sarà soggetta ad analisi di controllo, come possiamo leggere su Nutrizioneumana, quali:

  • controllo pressione arteriosa,
  • monitoraggio ecografico e flussimetrico (ogni 2- 4 settimane).

Un recente studio australiano, raccontato nell’articolo: “Could a chocolate  a day prevent pre-eclampsia?, sembra mettere in correlazione la prevenzione della gestosi con l’assunzione giornaliera di 25 grammi di cioccolato fondente. In attesa di riscontri ufficiali, è solo una notizia curiosa che allieterà le mamme affette da gestosi e la loro dieta iposodica. 😉

Firma: Claudia Lauricella

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