Gli 8 Obiettivi di Sviluppo del Millennio: mortalità infantile nel mondo ridotta del 50%

Nel 2000 le Nazioni Unite hanno stabilito 8 punti obiettivo da raggiungere entro il 2015 per lo sviluppo della qualità della vita dell’essere umano. Ben 3 di questi riguardano le donne.

Care Unimamme, solo qualche giorno fa abbiamo scoperto che con meno 15 euro abbiamo la possibilità di cambiare la vita di un bambino per un intero anno.

E’ incredibile non vi pare? Nella civiltà del terzo millennio non mancano di certo la conoscenza, i mezzi e la ricchezza per poter perseverare con forza obiettivi davvero importanti come quello di innalzare la qualità della vita degli esseri umani nel mondo.

La civiltà globalizzata non può affrancarsi dalla responsabilità di intervenire e agire affinché ad ogni uomo non sia negato nessuno dei bisogni di base.

Questa è la filosofia che ha spinto 15 anni fa i Capi di Stato di tutti gli Stati membri dell’ONU (Organizzazione Nazioni Unite) ad affermare la loro responsabilità nei verso la specie umana definendo ambiziosi propositi da conseguire entro il 2015.

Così a New York nel settembre del 2000, durante la United Nation Millennium Declaration, i Capi di Stato sottoscrissero la direzione da perseguire , gli “Obiettivi di Sviluppo del Millennio” (OSM), tra cui ben tre riguardano da vicino proprio le donne .

“Obiettivi di Sviluppo del Millennio” dell’ONU, scopriamo quali sono e se sono stati raggiunti

1. Sradicare la fame e la povertà estrema.

  • Risultato: parzialmente raggiunto. L’obiettivo di dimezzare la percentuale di persone con reddito inferiore a 1,25 dollari al giorno e dimezzare la percentuale di persone che soffrono la fame è stato centrato nel 2010, ma non basta! Ancora 1,2 miliardi di persone nel mondo vivono in estrema povertà. Non si è riusciti a dimezzare la percentuale di persone che soffrono la fame ancora 842 milioni gli affamati.

2. Raggiungere l’istruzione primaria per tutti.

  • Risultato: non raggiunto. Secondo dati del 2012 questa percentuale si aggira intorno il 90%.

3. Promuovere la parità di genere

  • Risultato: parzialmente raggiunto. La tendenza è in certo miglioramento ma moltissimo c’è ancora da fare. Secondo l’ONU il mondo ha raggiunto la parità di genere nell’istruzione primaria, ma non negli altri livelli di istruzione.

4. Ridurre la mortalità infantile di 2/3

  • Risultato: raggiunto. Nonostante la crescita della popolazione mondiale, il numero bambini morti sotto i 5 anni nel mondo è diminuita del 50%, passando dai 12,6 milioni del 1990 ai 6,6 milioni del 2012.

5. Migliorare la salute materna

  • Risultato: non raggiunto. L’obiettivo mirava alla riduzione di 3/4 della mortalità materna, mentre il calo è stato solo del 45%.  Altro obiettivo, l’accesso universale ai servizi di salute riproduttiva, mentre si è passati dal 65% del 1990 all’83% del 2012.

6. Combattere HIV-Aids, malaria e altre malattie.

  • Risultato: raggiunto. I casi di HIV sono calati del 44%, così come la mortalità causata da malaria.

7. Assicurare sostenibilità ambientale.

  • Risultato: non raggiunto. Anche se la deforestazione è diminuita, rimane sempre a livelli molto alti 5,2 milioni di ettari nel 2010! L’utilizzo delle sostanze che danneggiano l’ozono è si diminuito  ma sono aumentate le emissioni di diossido di carbonio.

8. Creazione di un’alleanza mondiale per lo sviluppo.

  • Risultato: parzialmente raggiunto. I fondi globali di sviluppo hanno superato cifre record. Sono spesi più di 134 miliardi di dollari nel 2013. Ma l’aiuto verso l’Africa è calato. Inoltre il debito dei paesi poveri rimane non è diminuito. Unica nota positiva riguarda il digital divide, sensibilmente ridotto.

Mancano meno di 500 giorni al 31 dicembre 2015. Secondo Ban Ki-moon, attuale Segretario Generale delle Nazioni Unite, la comunità internazionale ha fatto progressi enormi nel loro raggiungimento. Certo nel 2000 questi punti sembravano ancora più lontani ed ancora permangono ancora varie sfide da affrontare. 

Per quanto riguarda le mamme, siamo felici di sapere che il 4° obiettivo sia stato raggiunto. La riduzione della mortalità infantile può dipendere da molte cause, aver raggiunto questo traguardo significa molto.

Ma per il resto c’è ancora molto, molto da fare.

Ci ritroveremo nel 2015, vedremo insieme come questa cruciale sfida si concluderà. Poter depennare uno per uno questi punti è il risultato che tutti vorremmo vedere.

E voi unimamme cosa ne pensate?

(fonte dati: vita.it)

Firma: Manuela Leone

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