Il nido in azienda consente al 100% delle mamme di tornare al lavoro felici

Un’azienda con asilo nido incluso porta enormi benefici per tutti: un esempio da copiare.

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I genitori si lamentano spesso, e a ragione, di non poter trascorrere abbastanza tempo con i loro figli a causa del lavoro.

Asilo in azienda: ecco cosa cambia

In America però si stanno cercando delle soluzioni per venire incontro ai genitori, per migliorarne la qualità di vita.

Un’azienda che si chiama Patagonia, in America, come si legge su Quartz, ha istituito sin dal 1983 un nido aziendale in cui ci sono insegnanti bilingue e qualificate nello sviluppo infantile.

I bambini imparano sia stando all’aria aperta che all’interno.

I genitori possono pranzare coi figli, li portano al mercato del contadino e raccolgono la verdura con loro nel giardino “segreto”.

I bus dell’azienda conducono i piccoli presso il quartier generale in modo che genitori e figli possano trascorrere un po’ di tempo insieme.

Il programma dell’asilo è stato messo in atto, inizialmente, perché i lavoratori dell’azienda erano amici o famigliari e si voleva andare loro incontro sostenendoli nella creazione delle loro famiglie.

Questa soluzione quindi è nata non per rispondere a un problema ma per rispondere a bisogni umani, come un posto per allattare i neonati e stimolare la cura del bimbi.

I risultati sono impressionanti:

  • il 100% delle donne che hanno avuto figli è tornato al lavoro
  • il 50% dei leader della compagnia sono donne

Naturalmente tutti questi benefici si estendono sia agli uomini che alle donne.

Fatti i conti i costi di un nido aziendale come questo non sono proibitivi. Questi asili infatti non sono gratuiti, i dipendenti pagano una tariffa. Il costo varia a seconda dei tassi del mercato.

La presenza dei bambini sul luogo di lavoro ha dei benefici su tutto il personale. Le persone infatti sono più connesse grazie ai figli e si comportano meglio.

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Patagonia inoltre offre alle mamme e ai papà 16 settimane di ferie pagate. Le mamme con figli adottivi ottengono 12 settimane. Mentre loro lavorano le educatrici dell’asilo coinvolgono i bimbi in tante attività:

  • piscina
  • biblioteca
  • visite al centro per il salvataggio dei cavalli
  • cucina
  • costruire cose in cortile

La filosofia dell’azienda si riflette anche in questo nido.

I piccini imparano a fare il compost, trascorrono molto tempo all’aperto, vengono sfidati a comprendere le cose e a prendersi delle responsabilità.

Tutti gli impiegati hanno anche 12 settimane di malattia se sono malati loro stessi, il loro consorte, il partner, il figlio o un genitore.

Infine, se uno dei genitori deve andare all’estero per lavoro può portare una tata o il compagno/compagna a spese dell’azienda.

Se nessuna di queste persone può fungere da accompagnatore c’è la possibilità di ricorrere a una delle insegnanti.

In questo modo le mamme hanno pieno accesso ai bimbi, possono allattarli e prendersi cura di loro.

Altre aziende americane seguono queste salutari pratiche, Netflix per esempio concede un periodo di congedo pagato di massimo un anno per i genitori sia che si tratti di figli naturali che adottivi.

Alcune di queste politiche aziendali sono studiate specificatamente per attrarre e mantenere donne di talento e per incoraggiare anche i papà a prendere il congedo parentale.

Unimamme voi cosa ne pensate di questa soluzione? Non ci sarebbe nemmeno bisogno di “bilanciare” vita e lavoro.

Dite la vostra se vi va.

Firma: Maria Sole Bosaia

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