Il parto cesareo non è l’unica strada per i bimbi podalici

Una volta i parti podalici vaginali erano la norma, ora, in questi casi, si tende a praticare il cesareo. In Germania però si va controcorrente.

parto

Il parto podalico, lo sappiamo, è un po’ più difficile di uno in cui il bimbo si trova nella “posizione più corretta” e solitamente la procedura più semplice e sicura appare essere il cesareo.

L’Italia detiene il primato di parti cesarei in Europa, ma in Germania le cose vanno diversamente e si tende a non medicalizzare eccessivamente la gravidanza e dunque nemmeno il parto.

Lì infatti i medici sono più propensi a tentare la strada del parto naturale anche per i bimbi in posizione podalica, ovvero quelli che al momento della nascita si presentano coi piedi o con le natiche invece che a testa in giù.

I giudizi verso questa pratica sono però controversi, in America per esempio, un medico non effettuerà un parto podalico vaginale se non in condizione di emergenza. Alcuni studi però hanno sottolineato come questa strada potrebbe costituire una decisione ragionevole in base all’esperienza del medico.

Il parto podalico vaginale secondo alcuni protocolli potrebbe non essere più rischioso di un cesareo programmato.

Quello che induce mamme e medici a tentennare su un parto naturale è il rischio legato alla posizione dei bimbi, poiché la testa del piccolo potrebbe rimanere incastrata nel canale causando danni cerebrali o, nei casi più gravi, la morte.

Prima di tentare un podalico vaginale i medici tenteranno di intervenire con la versione cefalica esterna, cercando di girare il bambino.

Fino al 1980 circa i parti podalici vaginali erano la norma, ma successivamente il parto cesareo divenne più sicuro. Uno studio del 2000 inoltre ha sottolineato la maggior sicurezza del cesareo in caso di podalici e così i vari ospedali hanno deciso di intraprendere questa strada.

Come accennato in Germania si va controcorrente e infatti la percentuale dei parti podalici vaginali è aumentata in questi ultimi anni.

Ricordiamo infatti che il parto vaginale presenta diversi benefici per la madre:

  • recupero più veloce
  • meno dolore
  • miglior possibilità di avere un parto vaginale in futuro.

In America, come riportato sul Wall Street Journal, però la comunità medica è scettica, perché per effettuare un parto di questo tipo con bimbi podalici ci vogliono tecniche speciali che i dottori non conoscono. E la paura di cause di negligenza rimane alta.

Addirittura c’è chi, come il professor Martin Gimovsky, ha iniziato a declinare le richieste di parto vaginale. Nonostante ciò egli ritiene che il parto podalico vaginale debba essere promosso poiché ci sono donne che muoiono per emorragia a causa del cesareo.

La questione, come intuirete, è delicata e fonte di numerosi dibattiti.

Meglio un parto medicalizzato con i rischi di un cesareo oppure naturale con altri rischi?

E voi unimamme cosa ne pensate o cosa scegliereste per voi stesse e il vostro piccolo? Avete avuto un parto podalico?

 

 

 

Firma: Maria Sole Bosaia

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