Il rivestimento dell’utero seleziona gli embrioni “giusti” per l’impianto

Sterilità: una ricerca ha scopertoche gli embrioni segnalano il loro potenziale sviluppo e l’organismo decide se consentire all’impianto o meno.

cellule


Unimamme, sapevamo già che la mente e il corpo di una donna si predispongono ad ospitare un nuovo organismo non appena arrivano i segnali giusti.

Ora però, la scienza è andata ancora più a fondo scoprendo che l‘embrione umano invia segnali che l’organismo umano sfrutta per assicurarsi che sia di una qualità sufficiente (abbia cioè potenziale di sviluppo) per meritare l’impianto nell’utero.

Questa straordinaria scoperta è stata compiuta dai ricercatori del Warwick Medical School a Londra ed è stata pubblicata sul Natural Science Report.

Questo studio che ha indagato, tra i vari aspetti, anche una delle possibili cause della sterilità, ha preso in esame i meccanismi per cui l’endometrio, ovvero il rivestimento dell’utero, decida di sostenere o meno lo sviluppo degli embrioni.

Se si calcola che il 15% delle gravidanze termini con un aborto, sommando a tale numero viene sommato il numero delle perdite perinatali, la reale incidenza raggiunge quasi il 50%, rendendo di fatto l’aborto spontaneo la piu’ comune complicanza della gravidanza.

Tale percentuale è attribuita all’alta prevalenza di anomalie cromosomiche.

Nel caso degli esseri umani l’investimento energetico richiesto dalla gravidanza è piuttosto alto e a dimostrarlo ci sono le mestruazioni presenti solo negli esseri umani e in poche altre specie che consentono all’organismo di mantenere efficienti le strutture endometriali.

Gli scienziati Jan J. Brosens e i suoi hanno scoperto che le  cellule deciduali della mucosa endometriale sono sensibili ai segnali provenienti dall’embrione che portano l’attivazione di diversi geni. Come reazione si può avere:

  1. l’mpianto dell’embrione
  2. il blocco dell’impianto, e conseguente eliminazione mediante aborto spontaneo.

E voi unimamme cosa pensate di questa scoperta? Dite la vostra se vi va.

Fonte: Le scienze.it

Firma: Maria Sole Bosaia

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