“Mi sono masturbata durante il travaglio e ne sono orgogliosa” parola di mamma

Una doula ammette di aver utilizzato un metodo inconsueto per alleviare i dolori del travaglio.

masturbazione e travaglioIl sesso è forse l’ultima cosa a cui una donna pensa durante il travaglio, ma una mamma, che nella vita è anche una doula nonchè fotografa di parti, ha deciso di dire tutta la verità su questo argomento.

Sul suo blog Angela Gallo, la protagonista della storia che stiamo per illustrarvi, ha ammesso di essersi masturbata per alleviare il dolore.

La decisione di un rimedio naturale per alleviare i dolori del travaglio è stata presa dopo un primo parto in cui le è stata fatta una forte epidurale.

Masturbazione e travaglio: quale legame?

Volevo che l’esperienza fosse gradevole” ha dichiarato la donna. Ecco ciò che ha raccontato.

“Perché mi sono toccata mentre ero in travaglio, ecco 3 motivi che dovreste considerare”

Chiudete la porta principale (cosa ha detto?)

Sì, mi avete sentito bene, non siate così sconvolte. Nascita e sesso operano nello stesso modo. Gli ormoni, le sensazioni, l’anatomia coinvolta, l’attività del cervello, i ricettori… sono tutti altamente collegati. Le nostre vulve si ingrossano, il flusso del sangue aumenta, gemiamo, ondeggiamo i fianchi, respiriamo profondamente, sudiamo, sprofondiamo in uno spazio intimo sacro. Diamine, le donne del mondo sperimentano il parto orgasmico, volevo assicurarmi di avere un pezzo della torta!

Il parto porta fuori l’animale che è in me, è una sensazione che mi concedo senza vergogna. Posso descriverla come una leonessa che esce dalla tana, sexy, forte, capace e calda. Il secondo parto mi ha dato molto più potere del primo. Primo: ho avuto il travaglio nel confort di casa mia, con le persone che amo di più. Secondo, per via della privacy, del sostegno e dell’amore di cui mi sono sentita avvolta, le mie contrazioni sono state completamente diverse.

Erano intense certo, la loro sregolatezza è stata elettrica, sensuale, potente. Mi ricordo uno dei momenti vividamente. Mentre ero vicina a una transizione (da 9 a 10 cm.) mi sono sentita incredibilmente fragile, senza speranze, sopraffatta.

La masturbazione era la cosa che aveva più senso per me mentre affrontavo il travaglio attraverso le contrazioni. Mi ricordo che mio marito mi ha chiesto: “vorresti fare sesso?” E sebbene non potessi impegnarmi a fare sesso doveva avermi letto la mente! La stimolazione del clitoride è stata un’assoluta delizia. Ha spostato la concentrazione sulla vagina, sull’energia prodotta dentro di me.

Mi ha fatto sentire connessa, mi ha fatto sentire come se avessi avuto controllo su ciò che stavo sentendo. Le contrazioni erano molto più gestibili, quello che succedeva tra di essere era molto più godibile. Se chiudo gli occhi, adesso, vengo riportata indietro in quel posto. L’acqua bollente sulla mia schiena, le mani di mio marito chiuse nelle mie, la sicurezza della sua presenza, la felicità mentre cavalcavo quelle onde selvagge.

Firma: Maria Sole Bosaia

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