“Cari bambini essere annoiati non è come essere malati” scrive una mamma

La noia per un bambino è faticosa da sostenere. Esistono però strade che li portano a usare la noia per riscoprire un modo più semplice e proficuo di giocare e stare nel mondo. Una mamma lo spiega in una lettera indirizzata ai suoi figli.

bambino annoiatoI bambini appaiono agli occhi degli adulti sorprendenti, con i loro comportamenti ancora così poco formalizzati e bizzarri. Cosa fare nel caso vostro figlio venga a lamentarsi perché si annoia?

Ecco una lettera rivolta direttamente a loro che dà qualche prezioso consiglio.

 

Cari bambini,

c’è qualcosa che mi vorrei dire da tempo e di cui vorrei parlare con voi. L’estate è alle porte e non ci vorrà molto prima che diciate: “Mi annoio”.

Devo spiegarvi qualcosa. Siete annoiati, non malati. Non siete vittime di sciagura, di tragedie o di crisi personali. Il disagio in cui siete ora è quello che le generazioni precedenti chiamavano “un momento di riposo“. La noia è un’opportunità per qualcosa chiamato “gioco libero”. Mi seguite? Voi siete bambini con piena immaginazione e ho bisogno che la usiate.

Potrà sembrarvi strano ma quando mamma era piccola non esisteva nè iTunes né l’iPad. Avevo la tv ma avevamo solo 10 canali. Così quando mi dite che vi annoiate e non trovate nulla da vedere tra i 200 e passa canali mi costringete a chiamare Gargamella.

Essere annoiati significa che nessuno, o meglio nessun oggetto, sta stimolando la vostra mente e che potete trovare il vostro personale divertimento oppure sedere in un silenzio contemplativo.

La noia non è un problema da risolvere. E’ un prurito da grattare. Dalla noia nascono le idee migliori, è la curiosità che bussa e vi chiede di giocare.

Essere annoiati è come stare seduti di fronte a una tela bianca. La noia è infinite possibilità. Voi siete il capitano della vostra barca e davanti a voi c’è una distesa di mare blu e cieli limpidi.

E quando verrete da me con la vostra noia, sappiate che non sarò arrabbiata. Siete ancora giovani marinai e non avete familiarità dei mezzi. Come vostro genitore, vi aiuterò a guidare ma non guiderò io la vostra nave. Mi avete ascoltato?

Non voglio guidare la vostra nave.

Non voglio guidare la vostra nave.

Non voglio guidare la vostra nave.

Sarò la vostra bussola temporanea.

Pronti? Tutti a bordo!

Puntate i vostri occhi verso l’Isola del Cassetto del Tesoro. La leggenda dice che è ricco di marcatori e forbici taglienti che possono tagliare il più duro cartoncino da costruzione che l’uomo abbia mai conosciuto.

O vi posso indirizzare in direzione della Giungla del Destino, conosciuta anche come il nostro giardino. I saggi parlano di erba verde come smeraldo e di una cava di sabbia punteggiato di pale appena comprate al negozio da 1 dollaro.

Se nessuno di queste idee solletica la vostra fantasia, entrate se avete il coraggio nella Caverna dei Giocattoli Rotti. La vostra camera è di sopra.

Ancora annoiati? Unitevi a me, Piratessa della Nave delle Fanciulle mentre pulisco il ponte.

Still bored? Join me, Mistress Pirate of the Maiden Vessel as I swab the deck.

In ogni caso, veleggiate!

Care unimamme, è il caso di dirlo, lasciate che questa lettera pubblicata originariamente sull’Huffington Post arrivi alle orecchie dei vostri bambini. Magari li aiuterà a riscoprire un po’ del loro spirito d’avventura.

Firma: Stefano

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