Litigare fa bene ai bambini: genitori non intervenite!

Un nuovo metodo educativo consiglia di non intervenire quando i piccoli litigano ma lasciare che se la sbrighino da soli o usare la “maieutica”.

bambini litigano

Quante volte vi sarà capitato di separare figli, cugini e bambini che litigavano tra di loro, pensando magari di fare bene e cercare di intervenire come moderatore. Da quanto emerso recentemente da un convegno dal titolo Litigare bene i litigi per i bambini sarebbero invece salutari, anzi li aiuterebbero a crescere.

Litigare: effetti positivi

La ricerca ha analizzato:

  • 500 alunni di scuole elementari e materne di Torino
  • l’età variava tra i 3 e i 10 anni

Innanzitutto i ricercatori hanno evidenziato che i bimbi hanno ottime capacità di autoregolazione, ovvero sono capaci di riappacificarsi anche dopo i peggiori litigi e lo fanno in un tempo ragionevole e senza successive ripercussioni.

Gli scienziati hanno osservato che farsi i dispetti per i piccoli significa conoscere il mondo e se stessi, un modo per mettere alla prova se stessi, i propri limiti e quelli degli altri e capire, per esperienza diretta che se si cede agli insulti o alla violenza si riceve lo stesso trattamento.

Importante però è che l’adulto non intervenga per correggere o fornire la giusta soluzione al conflitto, altrimenti i bambini non impareranno mai.

Il metodo maieutico: cos’è e come funziona

Con il termine maieutico tradizionalmente si indica il metodo dialogico che era tipico di Socrate, il quale si sarebbe comportato come una “levatrice” per far partorire la verità aiutando a determinarla in modo autonomo.

Questo processo, applicato all’educazione dei bambini consiste nel:

  • non chiedere chi ha iniziato
  • nell’evitare di chiedere chi è stato.

Gli adulti non devono assolutamente fornire la “soluzione” del litigio altrimenti si rivolgeranno sempre ai grandi per sapere cosa fare.

Bisogna aggiungere anche che il termine conflitto deriva dacum-fligere con il suo prefisso indica lo stare insieme, lo scontrarsi insieme. In questo delicato momento, in cui i pedagogisti ricercano un progetto educativo comune ci si concentra sull’affrontare i conflitti in modo consapevole facendoli diventare occasione di crescita.

Come bisogna agire in caso di conflitti tra bambini?

Gli esperti suggeriscono quindi che bisogna:

  • chiedere ai piccoli di dare il loro punto di vista, magari disegnandolo e quindi stemperando le emozioni più vive
  • invitare i piccoli a trovare una soluzione su un altro foglio
  • usare una molletta per raggruppare gli accordi raggiunti
  • usare un gomitolo come simbolo che per risolvere i conflitti serve tempo
  • adoperare un dado per stabilire i turni per intervenire

Tutto questo si basa su un presupposto importante, ovvero che fino a 6 anni non vi è davvero intenzione di far male. Anche fino a 10 anni, comunque, si può resistere alla tentazione di intervenire.

I benefici, per il bambino, saranno quelli di cominciare a vedere le cose da un altro punto di vista e avrà relazioni migliori con gli altri.

Come riportato nel libro “Litigare fa bene” di Daniele Novara, il metodo maieutico appare un approccio naturale e creativo per aiutare i piccoli a vivere bene i conflitti e gestirli nelle esperienze quotidiane che si verificheranno di frequente nel corso della vita.

Grazie a questo metodo inoltre, si auspica che i bambini sviluppino una predisposizione alla ricerca della pace tra le persone, tra popoli e minoranze.

Non sarebbe bello un mondo in cui gli adulti avessero come obiettivo trovare una soluzione ai conflitti invece che esacerbarli e passare subito alla violenza?

Dopo avervi dato 10 consigli su come gestire i litigi tra fratelli, care unimamme, vi abbiamo presentato un’altra prospettiva con cui gestire le situazioni critiche tra bambini. La metterete in pratica?

Cosa ne pensate?

 

(Fonte: Corriere.it./ Centro Studi Sereno Regis)

Firma: Maria Sole Bosaia

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