Rimasta incinta alla fine del contratto non viene licenziata: la sua storia

La storia di Letizia Chiari, che ha scoperto di essere incinta alla fine di un contratto a tempo determinato con la paura di perdere il lavoro.

Unimamme, oggi vogliamo raccontarvi una storia che illuminerà sicuramente la vostra giornata.

Una donna incinta alla fine del contratto a tempo determinato riceve una bella notizia

Letizia Chiari è una donna come tante, che ha scoperto di essere incinta alla fine del contratto a tempo determinato di sei mesi.

In questa situazione la sua prima preoccupazione, soprattutto in un Paese come l’Italia con un tasso molto basso, rispetto ai cugini europei, in quanto a occupazione femminile e delle mamme, era di perdere il lavoro. “Sarei stata una mamma felice, ma disoccupata”.

Hicham Ben ‘Mbare, di origine marocchina, non è però un imprenditore come tutti gli altri, perché nonostante la gravidanza e la scadenza del contratto ha deciso di assumere Letizia a tempo indeterminato.

Hicham sa bene cosa voglia dire lottare per un lavoro, per una vita dignitosa e onesta, perché vent’anni fa è arrivato in Italia su un barcone, con sua madre.

In questi anni ha fatto tanta strada e tanta fatica per dimostrare il suo valore e oggi è un imprenditore di successo, co-proprietario di un marchio di accessori e calzature made in Italy con realizzazione artigianale.

Con 4 negozi sparsi in Italia, 12 persone da lui dipendenti tra cui artigiani fiorentini, il signor Benheart è un modello a cui guardare. I prodotti del suo brand vengono indossati da Enrico Ruggeri, Ligabue, Eto’o.

Questo imprenditore inizialmente non voleva divulgare la storia di questa assunzione e lo spiega sul Corriere:per me non è un fatto di scalpore, dovrebbe essere la normalità e non voglio farmi pubblicità per una cosa che ritengo un fatto di civiltà. Non deve costituire un’eccezione, ma la regola”.

Alla fine Letizia l’ha convinto:  “credo sia opportuno raccontare storie a lieto fine come questa, affinché diventino la normalità” ha detto dalle pagine de La Nazione.

Nonostante il lavoro, il successo e il riscatto la vita di Ben ‘Mbare non è proseguita”rosa e fiori” come nei film.

Qualche anno fa ricevuto un trapianto di cuore, quello di un donatore italiano. Ben ‘Mbare, che ha 3 figli, commenta: “sono musulmano, ma dentro di me batte un cuore cristiano”.

Lui è consapevole del delicato periodo storico in cui viviamo, ma sceglie di stare dalla parte di pace, giustizia e reciproca tolleranza.

E, forte della sua esperienza di vita, dà un consiglio a tutti gli immigrati che sbarcano in Italia in cerca di speranza, come lui tanti anni fa: ricordatevi che l’Europa non è una giostra, dovete conquistarvela con sudore e umiltà“.

Cosa ne pensate del suo bellissimo esempio? Magari avessimo più datori di lavoro così in Italia vero?

Noi vi lasciamo con la storia di una mamma che non ha comunicato di essere incinta.

Firma: Maria Sole Bosaia

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