Ecco chi sposare se si è primogenito, ultimogenito o figlio di mezzo

L’ordine di nascita può influenzare la durata di un matrimonio secondo un esperto.

La riuscita di un matrimonio è sempre un’incognita, addirittura alcuni esperti sostengono che un matrimonio sia più duraturo se ci si sposa prima di avere figli. Da un recente studio, oggi, si scopre che l’altra metà della mela potrebbe essere facilmente individuata. Vediamo come.

matrimonio in crisi
Matrimonio: ecco chi sposare in base all’ordine di nascita

Sembrerà strano ma alcuni esperti sostengono che l’ordine di nascita incida sulla durata del matrimonio. 

Scopriamo insieme, dunque, chi è meglio che sposi un primogenito, chi un ultimogenito e chi andrebbe meglio per i cosiddetti figli di mezzo.

Lo psicologo Kevin Laman, autore, tra l’altro, di ‘The New Birth Order Book: Why You are the Way You are’, sostiene che «L’ordine di nascita potrebbe determinare la ‘salute’ di una coppia, mentre i tratti distintivi associati ai diversi ordini di nascita potrebbero servire come un indicatore per stabilire se due persone possano effettivamente fare coppia o meno».

Ebbene, proprio a seguito di quanto sostenuto da Laman che il quotidiano online britannico The Independent ha pubblicato una lista segnalando quali potrebbero essere le coppie migliori e quelle con scarse possibilità di riuscita. Chiaramente sottolineando che ogni storia, poi, è da considerare individualmente.

1- Figli primogeniti

Primogenito con ultimogenito: coppia ideale
Il primogenito sarebbe un’utile guida di vita mentre l’ultimogenito direbbe al suo compagno di non prendere tutto troppo sul serio.

La coppia migliore sarebbe quella composta dalla donna primogenita e dall’uomo ultimogenito poiché sarebbero in perfetta armonia.

Primogenito con primogenito: discussioni continue
Nella coppia in cui entrambi i componenti sono primogeniti, così come sostiene Leman, ci sarebbero molti più scontri per avere la leadership. Entrambi troppo perfezionisti, puntigliosi e leader e troppo concentrati a voler cambiare il proprio compagno. Lo psicologo consiglia a queste coppie di mordersi la lingua ogni tanto e accettare le opinioni e le decisioni del coniuge.

Primogenito con un figlio di ‘mezzo’: difficoltà per i primi
I primogeniti di questo accoppiamento potrebbero rimanere confusi dal carattere dei figli di ‘mezzo’, più chiusi, remissivi e spesso non troppo espliciti nell’esternare le loro emozioni.

2- Figli di ‘mezzo’

Figlio di ‘mezzo’ con ultimogenito: coppia duratura
Per un figlio di ‘mezzo’ il partner ideale sarebbe un ultimogenito poiché, come sostiene Leman, il primo è più avvezzo ai compromessi mentre l’ultimogenito è sicuramente più estroverso e più istintivo. Il figlio di ‘mezzo’, dunque, sarebbe più accondiscendente nei confronti del proprio compagno.

Figlio di ‘mezzo’ con figlio di ‘mezzo’: meglio evitare anche se longeva
Meglio evitare perché entrambi troppo abituati al compromesso, a reprimere le proprie emozioni e, dunque, restii agli scontri e ai confronti. Di contro, però, c’è da dire che proprio grazie al loro alto livello di ‘sopportazione’ (dopo il tirocinio fatto sul campo con fratello più grande e più piccolo) il loro matrimonio sarebbe sicuramente uno dei più duraturi. Lo psicologo suggerisce di dialogare molto tra di loro e di non dare niente per scontato, se si ritarda una telefonata non può che fare piacere.

3- Figli ultimogeniti

Ultimogenito con primogenito: coppia ok
Secondo la ricerca condotta da Leman gli utlimogeniti, poiché hanno sempre avuto vita facile, spesso si ritrovano nei guai in ambito finanziario. Un partner primogenito potrebbe, dunque, essergli d’aiuto nel quotidiano e nell’affrontare le piccole difficoltà nonché a responsabilizzarlo un po’.

Ultimogenito con ultimogenito: coppia pericolosa
Due ultimogeniti accoppiati si troverebbero allo sbando, senza nessuno che li instradi e li aiuti a prendere le giuste decisioni. Lo psicologo sostiene che la coppia non avrebbe buona riuscita poiché al primo errore l’uno darebbe la colpa all’altro e viceversa. Invece una coppia è tale proprio perché bisogna condividere tutto, le cose belle e le cose brutte.

E voi unimamme cosa ne pensate di tale ricerca? Vi ritrovate in queste coppie?

Firma: Francesca Nicoletti

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