“Mi hanno chiamato pigra e stupida, non fatelo”: scrive una bambina dislessica

Una bambina di 12 anni ha scritto una commovente lettera sulla sua dislessia.

bambina-dislessicaKaitlyn è una ragazzina di 12 anni che ha dovuto lottare per essere accettata non solo dai coetanei, ma anche dagli insegnanti.

Una bambina dislessica scrive una lettera per salvare altri bambini

Kaitlyn è una bambina che ha deciso di scrivere una “lettera rossa” per parlare della sua dislessia.

dislessiaLa dislessia è una difficoltà dell’apprendimento molto comune, che solo in Australia colpisce il 10% della popolazione. Purtroppo senza un appropriato screening e valutazione la maggior parte delle persone con dislessia arrivano a credere che ci sia qualcosa di sbagliato in loro, quando in realtà si tratta solo di una diversità nell’apprendere che tra l’altro porta con sé anche molte capacità e abilità creative.

Quando ho iniziato ad andare a scuola era un luogo luminoso e felice. Ma col passare del tempo è diventato sempre più difficile e non sapevo perché.

Mi hanno detto che ero pigra, che non ero abbastanza brava, che ero stupida e dovevo lavorare di più.

E ho pensato che fosse vero.

Quindi ho iniziato a chiamare me stessa con questi nomi orribili.

L’insegnante del terzo grado ha messo molti dubbi in me, e mi ha detto che la mia famiglia non mi amava perché piangevo tutti i giorni, perché la scuola mi stava aiutando.

Lei mi ha schiacciato e quelle parole mi parlano ancora oggi, sono ancora una m***a, ora so perché non riuscivo a stare in pari, ho la dislessia ma inizialmente mi vergognavo e non sapevo cosa significasse ma ora mi rendo conto che mi rende speciale, mi rende me.

Ma avrei voluto che al primo anno  avessero pensato che potevo avere la dislessia invece di impiegarci altri 5 anni, non è stato giusto trascorrere tanto tempo senza sapere perché lottavo e sentivo come se ci fosse qualcosa di sbagliato in me.

Sto scrivendo questa lettera per i bambini innocenti che non possono godere della scuola affinché non siano costretti a lottare, come ho fatto io.

Quindi chiedo solo una cosa, quanto vi ci vuole per ascoltare?”

Con il giusto intervento e il supporto questi bambini possono davvero realizzare i loro sogni. Lo scopo del sito Myredletter è quindi quello di aumentare consapevolezza e rafforzare l’autostima di questi bambini.

Unimamme cosa ne pensate di questa lettera? Conoscete persone come Kaitlyn ?

Firma: Maria Sole Bosaia

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