Coliche dei neonati: basta “sensi di colpa”!

I neonati purtroppo mettono a dura prova i genitori quando soffrono di coliche, e spesso li fanno sentire “incapaci”.

Per fortuna le mie bambine non hanno sofferto molto di coliche, Paola quasi niente, con Vittoria è stata più dura, però niente in confronto ad alcuni racconti che ho letto di mamme che per tanto tempo non hanno dormito a causa di questo fastidio problema di cui soffrono i neonati.

Il problema è che i bimbi quando hanno mal di pancia purtroppo non c’è niente che li consoli: piangono, piangono, piangono e l’unica cosa che si può tentare è quella di tenerli a pancia sotto – la famosa posizione da rugby – e provare a dare loro un po’ di sollievo.

Neonati e coliche gassose: smettiamo di colpevolizzarci

Quando però i neonati piangono così tanto e non si riesce a farli calmare si sente impotente e una serie di domande cominciano a farsi largo in testa:

  • che razza di madre sono se non riesco nemmeno a consolare mio figlio? 
  • cosa posso fare per farlo stare meglio?
  • perché gli altri hanno un bambino bravo e il mio è sempre disperato?

Ammettiamolo: sono frasi che tutti prima o poi abbiamo pensato. Il problema è sempre quello: è che noi abbiamo un’idea non realistica della genitorialità.

Come giustamente ha spiegato una mamma, Holly Klassenn, creatrice di un sito dedicato proprio alle coliche dei bambini, spesso ci immaginiamo come nelle pubblicità a cullare bambini calmi, dormiglioni, mentre noi ci guardiamo un film o riusciamo a preparare una cena perfettamente profumati e senza il pigiama come divisa d’ordinanza. La realtà non è così e ce ne rendiamo conto solo dopo esserci dentro.

Per questo poi scattano i “dovrebbe essere“:

  • dovrei essere capace di consolare il mio bambino
  • il mio bambino dovrebbe dormire più di così
  • dovrei essere in grado di affrontare tutto questo da sola
  • avrei dovuto avere il tipo di bambino che avevo sempre sognato

Innanzitutto non dobbiamo colpevolizzarci: le coliche gassose per fortuna sono passeggere – anche se tre mesi senza dormire non sono proprio semplici da affrontare – ma sono davvero dure (per questo non chiamiamole “colichine” o “colichette”, sminuendo il problema). Per questo, anche quando tentiamo di fare di tutto e il bimbo non si calma, mettiamoci l’anima in pace e pazientiamo, non cadiamo preda della disperazione.

Come giustamente dice Holly: “Non lasciate vincere le coliche. Non lasciate che vi rubino la gioia dei momenti speciali che avete con il vostro bambino. Non lasciate che vi convincano che siete un genitore cattivo o che qualcun altro potrebbe farlo meglio di voi…Ricordate che la vostra capacità di calmare vostro viglio non è una valida rappresentazione del tipo di genitore che siete…E soprattutto, amate il vostro bambino. Tenetelo in braccio, cullatelo, fatelo saltellare su una palla da esercizi – qualsiasi cosa“.

Se a volte ci sentiamo sopraffatti non vergogniamoci di chiedere aiuto: riposare qualche ora servirà a noi a rimetterci in sesto e ad affrontare tutto con più lucidità.

E voi unimamme? Come avete affrontato le coliche?

Firma: Valentina Colmi

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