“Quando papà non c’è”: le conseguenze di un padre assente sui figli

Quando il papà non c’è o c’è ma è come se non ci fosse le conseguenze emotive sui figli purtroppo possono essere molto pesanti.

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In psicologia esiste una mole di studi che riguardano il ruolo della madre, della sua importanza e di che cosa succede quando non c’è, magari emotivamente per una depressione post partum. Eppure ci si preoccupa poco del ruolo del padre: Massimo Recalcati – il più grande psicologo e terapeuta d’Italia – l’aveva già capito da tempo e infatti ha dedicato molti suoi libri a questa fondamentale figura genitoriale (ricordiamo Cosa resta del padre? La paternità nell’epoca ipermoderna, Il complesso di Telemaco. Genitori e figli dopo il tramonto del padre fino all’ultimo Un cammino nella psicoanalisi. Dalla clinica del vuoto al padre della testimonianza), la cui mancanza può creare conseguenze altrettanto devastanti.

Quando il papà non c’è: cosa accade ai figli di un padre assente? 

Secondo gli psicologi infatti un genitore assente non deve per forza essere una persona che manchi da casa; spesso infatti i padri anaffettivi sono ugualmente nocivi.

Quando un papà non c’è? Sono diverse le situazioni, così come descritte su Psicoadvisor:

  • il padre si è allontanato perché non sente di far parte della vita dei suoi figli
  • il padre si è allontanato per motivi conflittuali
  • il padre è morto 
  • il padre è appunto presente fisicamente ma non sul piano affettivo 

Quando un padre c’è ma è come se non ci fosse, fallisce uno dei suoi compiti fondamentali, ovvero la creazione della propria figura simbolica ed educativa. E’ il caso ad esempio di un papà con dipendenze (gioco d’azzardo o sostanze) o che preferisce gli amici alla famiglia.

Altra figura critica è il padre fanciullo che si pone nei confronti del figlio esclusivamente come compagno di giochi e non ha l’intenzione di essere una figura anche educativa, diventando così un amico (cosa che ovviamente non deve essere)

Poi c’è il padre vecchio stampo che è ugualmente un padre assente perché delegando tutta la parte educativa alla madre ha fallito il compito di marito e di padre, non avendo capito che il lavoro di genitori è di svolgere un lavoro di squadra.

Altre due figure sono il padre autoritario che a causa dell’eccessiva rigidità e delle troppe regole non riesce a trasmettere un senso di affidamento e amore al figlio, e il papà mammo  il papà che si occupa dei figli con modalità però materne. Viene quindi a mancare ai figli la figura maschile che deve trasmettere protezione.

Quali le conseguenze sui figli? Se il papà non c’è è probabile che:

  • durante l’infanzia i bambini abbiano difficoltà a scuola con problemi di abbandono degli studi nel futuro
  • durante l’adolescenza i ragazzi possano adottare dei comportamenti sessuali promiscui per l’incapacità di gestire le relazioni affettive e la propria emotività o comportamenti aggressivi che nascondono una profonda insicurezza o abuso di alcol e droga
  • in età adulta invece si hanno difficoltà nei rapporti perché si ha paura di essere abbandonati.

Si può superare questa mancanza così fondamentale? Non è un lavoro semplice.

Innanzitutto occorre arrivare a capire come mai nella vita di tutti i giorni il padre ha messo in atto determinati comportamenti; questo permetterà di comprendere meglio la figura genitoriale, perdonarla in qualche modo, permettendo così al figlio di vivere delle relazioni più sane.

E voi unimamme? Avete qualche storia da raccontarci in merito?

Firma: Valentina Colmi

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