Pedofilia: le condanne sono ancora troppo miti

Un libro descrive il drammatico quadro riguardante le vittime di abusi dopo che hanno denunciato il loro aggressore.

bambina abusata

Le ultime, drammatiche statistiche sulla pedofilia mettono i brividi.

Secondo Giuliana Olzai, esperta di statistica che ha raccolto il suo lavoro in un libro: “Abuso sessuale sui minori, scenari, dinamiche e testimonianze” la situazione è veramente grave.

Il suo studio ha preso in esame:

  • 180 processi e sentenze
  • 196 imputati accusati di reati sessuali
  • il 77% di questi condannati per abusi
  • 238 vittime

Purtroppo, da quanto emerge, nella metà dei casi le condanne sono state miti, il 51% infatti ritorna a casa, vicino alle vittime che avevano avuto il coraggio di accusarli.

Tra gli aggressori si distinguono:

  • 29% parenti
  • 39% conoscenti e vicini di casa
  • 10% insegnanti e religiosi

La studiosa è molto critica nei confronti delle leggi che consentono agli aggressori di tornare accanto alla piccole vittime.

Ora si concedono i benefici di legge e la sospensione della pena con la presunzione che nel futuro il condannato si astenga dal ripetere le violenze, ma è un assurdo: quando vengono scoperte durano in media da un anno, se compiute ad una persona esterna alla famiglia, più di tre se è un parente che abusa”.

In un contesto simile è quasi certo che le violenze si ripeteranno, anche perché in Italia manca un adeguato intervento terapeutico.

L’Europa ha destinato dei fondi per le cure ai pedofili, ma l’Italia non sembra intenzionata a usarli.

Le leggi, come accennato, non migliorano la situazione poiché in molti casi viene riconosciuta l’attenuante di reato di minor gravità e la pena viene sospesa.

Le statistiche circa le violenze sono disarmanti:

  • le vittime hanno in media 9 anni all’epoca della prima violenza
  • a 11 anni denunciano gli abusi

Il nemico, solo in rari casi è uno sconosciuto:

  • per il 14% delle vittime è un genitore
  • per il 14,7% un altro familiare
  • per il 19,7% un amico o conoscente
  • per il 9,3% un  vicino di casa.

Purtroppo, spesso, proprio chi dovrebbe proteggere i bimbi, si rifiuta di vedere quanto accaduto:

  • il 31% delle madri non crede ai figli se accusano il padre o il compagno.

Il quadro, nei confronti di un reato ignobile, è sconfortante. Come si può pretendere che le piccole vittime trovino il coraggio di denunciare chi ha abusato di loro, se poi le pene che questi ricevono sono così irrisorie?

E voi unimamme cosa ne pensate?

 

Firma: Maria Sole Bosaia

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