I test prenatali causano l’estinzione delle persone con la Sindrome di Down?

I test prenatali consentono di sapere se i figli avranno la Sindrome di Down, molti scelgono l’aborto in questo caso.

Sindrome di Down

In alcuni Paesi l’introduzione di screening prenatali negli ospedali pubblici ha condotto alla quasi estinzione delle persone con la Sindrome di Down.

Sindrome di Down: cosa succede in Islanda e Danimarca

Per fare un esempio, in Islanda, per un certo numero di anni, i piccoli a cui era stata diagnosticata la Sindrome di Down venivano sistematicamente abortiti, al 100%.

In Danimarca invece il numero è al 98%. Il test non invasivo prenatale è disponibile da quest’anno per tutte le donne danesi, ed è in grado di rilevare una serie di variazioni genetiche e a livello di cromosomi, semplicemente effettuando un’analisi del sangue della mamma.

Come si legge sull’Huffington Post, poco tempo fa, un membro dell’opposizione, ha chiesto al ministro della Salute olandese se intende fare qualcosa per evitare che si riproponga la situazione Islandese e danese in Olanda e questa è stata la risposta: “se la libertà di scelta risulta in una società senza bambini con la Sindrome di Down, allora bisognerebbe accettare tutto questo”.

Mentre l‘aborto selettivo per condizioni al di là dell’ambito dello screening è scoraggiato, la selezione di genere è bandita in Olanda.

Certo, bisogna rispettare la decisione di un genitore a cui venga diagnosticato che il figlio che porta in grembo ha questa Sindrome, d’altra parte però le persone con la Sindrome di Down contribuiscono allo sviluppo della società e sono molto amate dai loro famigliari, che non li vedono come un peso.

Non dovrebbero quindi venire ridotti a individui sacrificabili.

Inoltre c’è un altro aspetto da considerare: se il governo incoraggia l’idea che alcune persone non meritano di vivere, questa idea non scompare magicamente al momento della nascita.

La stigmatizzazione negativa prosegue anche nel corso della loro vita, mettendo radici nella società, afferma Renate Lindeman, portavoce di DownPride.

Bisogna infatti ricordare che molte persone con la Sindrome di Down vivono vite sane e felici, il test prenatale invece non dice quale sarà la loro qualità di vita. Essa dipende da educazione, stile di vita, salute e amore incondizionato di una famiglia.

In generale bisognerebbe smettere di considerare la Sindrome di Down come qualcosa di anormale. Come un disordine.

Unimamme, voi cosa ne pensate di questo argomento?

Noi vi lasciamo con le riflessioni di Sarah Gordy, stimata attrice inglese con la Sindrome di Down.

 

Firma: Maria Sole Bosaia

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