Placenta: tutto quello che c’è da sapere!

La scienza sa ancora molto poco della placenta, organo indispensabile per la salute di mamma e figlio. Recentemente si è svolta la prima conferenza mondiale su questo “speciale” organo.

La placenta, unico organismo che si forma ex novo per accogliere e nutrire un piccolo ospite, per molto versi è ancora un mistero.

A vederla si tratta di un disco di tessuto attaccato al rivestimento uterino da un lato e al cordone ombelicale dall’altro. Esce poco dopo la nascita del bimbo e di solito pesa un chilo o 1/6 del peso del suo ospite.

La placenta:

  • fornisce ossigeno
  • smaltisce i rifiuti
  • svolge funzioni di polmoni, fegato, reni e altri organi fino alla loro formazione-

Essa è di fondamentale importanza durante la gravidanza e, in caso di problemi, può causare:

  • aborto spontaneo
  • mortalità neonatale
  • bimbi prematuri
  • problemi di peso
  • preeclampsia.

Gli scienziati tendono a pensare che disturbi della placenta possano alterare in modo permanente la salute di mamma e figlio.

La placenta: questa sconosciuta

Data l’importanza della placenta nella quale recentemente si è scoperta la presenza di un microbioma, fa specie che se ne sappia ancora molto poco.

Per questo motivo l‘Istituto Nazionale di Salute del Bambino e dello Sviluppo Umano ha chiamato a raccolta 70 scienziati per la prima conferenza dedicata ad essa.

A prima vista questa si presenta come qualcosa di bluastro e sanguinolento, con diramazioni vascolari sul lato del feto, la parte invece che si appoggiava sulla parete uterina risulta cruda e carnosa (tanto che c’è chi se ne nutre).

Gli scienziati la definiscono addirittura un parassita per la velocità e l’aggressività con cui penetra nei tessuti della madre.

Un invasore

La placenta fornisce riserve di sangue a 10 -12 settimane di gravidanza. Addirittura invade da 80 a 100 vasi uterini chiamati arterie spirali e cresce 32 mila capillari.

Le cellule della placenta creano dei minuscoli filamenti detti villi che contengono i capillari fetali tramite i quali entrano in contatto con il sangue materno per:

  • prendere ossigeno
  • sbarazzarsi dei rifiuti
  • assumere sostanze nutritive.

Ogni minuto il 20% delle sostante nutritive di sangue della madre passa attraverso la placenta.

Il trofoblasto

La prima linea dell’invasione è occupata da una cellula chiamata trofoblasto. Si attacca al canale uterino spazzando via qualunque cosa le ostacoli.

Michael McMaster, professore dell’Università dalla California specializzato nello studio cellule e tessuti, sostiene che problemi successivi durante la gestazione come aborti spontanei, ecc.. potrebbero dipendere proprio dall’insediamento di questa cellula.

Per dare un’idea queste cellule sono così invasive da attecchire ovunque:

  • nelle tube di Falloppio
  • nell’addome
  • su una cicatrice dell’utero dove il rivestimento è fragile per un taglio cesareo.

Potrà sorprendervi ma per rimuovere questi tessuti ed evitare che la mamma sanguini a morte a volte è necessario rimuovere l’utero.

Il dottor Fisher, in modo particolare, ha compiuto studi sul trofoblasto scoprendolo capace di alterare alcune proteine tramite l‘adesione molecole e facendole così diventare più mobili.

I trofoblasti possono anche imitare le cellule dei vasi sanguigni che invadono. In pratica “pavimentano” le cellule spirali. Questo processo di rimodellamento dilata le arterie consentendo loro di portare sangue attraverso la placenta e nutrire i villi.

Cosa può andare storto

Invasione e rimodellamento sono indispensabili per lo sviluppo della placenta. Se non si verificano questa non si sviluppa e ciò porta a gravi conseguenze.

Una di essere è la pre-eclampsia: la maggior parte delle donne che la contraggono hanno placente piccole e, una volta analizzate, mostrano un apporto di sangue poco sviluppato.

Con questa condizione, come riportato sul New York Times, la placenta non può corrispondere alle esigenze del feto e il conseguente aumento di pressione sanguigna della mamma potrebbe essere un tentativo di compensazione per far circolare più sangue e nutrire il bimbo minacciando però la vita della donna.

La dottoressa Drucilla J: Roberts, patologo placentare, sostiene che la causa di molte morti di bimbi alla nascita coinvolgano anomalie alla placenta.

Infine, secondo la dottoressa Rebecca Baergen questo organismo può essere considerato come la cronaca della vita uterina e può fornire informazioni utili per la salute di mamma e bimbo.

E voi unimamme eravate al corrente dell’importanza di questo organo?

Voi avete avuto qualche problema con la placenta?
Dite la vostra se vi va.

 

 

 

Firma: Maria Sole Bosaia

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