Corso di preparazione al parto in acqua: le tecniche per partorire in vasca con serenità

Anche per il parto in acqua è previsto un corso pre-parto ad hoc: chiedete informazioni al vostro ospedale.

Bambino appena nato sollevato con due mani

Il parto in acqua è una scelta che privilegia una dimensione intima, in cui far venire al mondo il proprio piccolo, in una vasca con dell’acqua riscaldata e con l’aiuto di un’ostetrica.

Molte donne affermano di ricordare della loro esperienza di parto in acqua la grande rilassatezza, la tranquillità ma soprattutto la facilità con la quale tutto sia avvenuto.

Bene, ma è sempre un parto! Per questo motivo è meglio arrivare preparate e consapevoli di cosa accade esattamente, di come comportarsi, di quale sarà la situazione al vostro arrivo e di come sarete guidate durante il travaglio.

E’ evidente infatti che la mamma debba capire, prima del giorno del parto:

  • in cosa consista partorire in acqua,
  • quali siano le posizioni consigliate,
  • che tipo di respirazione è indicata,
  • quale sia l’impatto in acqua e come avvenga la fase espulsiva in vasca.

Anche per un parto cosiddetto “dolce” ci sono degli appositi “corsi pre-parto“! Nella maggior parte dei casi, è necessario consultare l’ospedale presso cui avete fatto richiesta di partorire in vasca, perché le stesse strutture forniscono assistenza e corsi pre-parto in acqua, a volte gratuitamente, a volte a pagamento. Tali corsi sono tenuti da ostetriche preparate, che guidano le donne. verso una maggiore consapevolezza circa cosa avverrà in vasca.

I corsi si strutturano sostanzialmente in due parti

  • una prima parte, in cui vengono proposti degli esercizi a terra, di rilassamento della muscolatura e tecniche di respirazione ( tutto quello che si insegna anche in un normale corso pre-parto),
  • una seconda parte in vasca, in cui sarà possibile prendere confidenza con quanto avverrà il giorno del parto.

Ricordate che per il parto in acqua esiste un protocollo, che serve da guida per il personale medico, che stabilisce che si possa entrare in vasca solo a dilatazione avvenuta, ossia almeno a 3/4 cm, questo per evitare che, una volta entrato nell’acqua calda, il corpo subisca un effetto sedativo dovuto al calore, che la dilatazione non avanzi  e che si verifichino problemi al parto stesso.

Per consultare una guida con l’elenco di tutti gli ospedali che effettuano il parto in acqua in Italia, trovate un link utile nel precedente post .

In caso poi non troviate strutture che vadano bene per voi, si può sempre considerare il parto in casa, sempre in acqua…ma di quello parleremo un’altra volta!

Firma: Gioia Salvatori

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