Cancellata la “Festa di Natale”: un preside introduce la “Festa d’inverno”

In un istituto scolastico il preside ha tolto la “festa di natale”per sostituirla con la “festa d’inverno”. I motivi sono legati alla restituzione della laicità nelle scuole

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Natale riposto in soffitta, almeno nel l’istituto Garofani a Rozzano. Il dirigente scolastico ha spiegato la decisione con l’intento di dare una netta “impronta laica” alla scuola e di “rispettare le diversità”.

Si prevedono scintille in provincia di Milano, e non per le stelle filanti. I genitori degli alunni del Garofani (scuola dell’infanzia, primaria e secondaria) sono sul piede di guerra, dopo che il dirigente scolastico Marco Parma ha negato il permesso di inserire canti religiosi, come “Tu scendi dalle stelle“, nella “Festa di Natale”. Anzi ha fatto di più, cambiando il nome, al festoso evento, in “Festa d’inverno”.

Precedentemente, sempre il dirigente Marco Parma, aveva fatto passare la mozione del consiglio con cui si è disposto di togliere i crocifissi dalle classi. Il motivo  di tali decisioni è sempre legato allo scopo di dare un’impronta laica al plesso scolastico.

Ovviamente molti genitori si sono sentiti offesi da questa decisione. Non entrando nel merito, se sia giusto o meno, rimane il dubbio che azioni così radicali rischino di ottenere effetti contrari allo scopo.

In momento storico così delicato, dove lo scontro con l’Islam più estremo ha portato ai tragici eventi di Parigi, forse questa iniziativa potrà essere vista da molti come una provocazione.

Certo i motivi della crisi con l’Isis sono legati a fattori economici (petrolio e armi), alla decennale crisi mediorientale e ad altri fattori. Ma il collante di tutto e’ la religione, almeno da parte dei musulmani in guerra con l’occidente. Insomma, anche se l’iniziativa si orienta verso un percorso di laicità, atto a riconoscersi in uno Stato laico (perché è questo quello che la nostra Costituzione recita), forse si potevano attendere tempi migliori. E, mai come oggi, si respira un clima di forti tensioni quando ci si sente attaccati nelle proprie tradizioni, laiche o religiose che dir si voglia.

Inoltre “rispettare le diversità” non significa anche “rispettare le tradizioni altrui”?

Infine ci sorge spontanea una domanda da fare al dirigente scolastico: “prevede di togliere anche i giorni di vacanza legati alle commemorazioni religiose?

Cosa ne pensate cari Unigenitori?

Firma: Davide Testa

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