Quando il parto è da considerarsi “a termine”? La scienza risponde!

Recenti ricerche modificano le settimane in cui un neonato è ritenuto a termine e sconsigliano di indurre il parto se non in casi ritenuti strettamente necessari.

neonato

Unimamme, torniamo a parlarvi di un argomento che sta molto a cuore a chi è in attesa di un piccolo: la data del parto.

Alcune mamme ne sono ossessionate, altre meno, ma forse, al di là delle stime dei medici, vi sorprenderà sapere che non si tratta di una scienza esatta. Secondo una certa corrente di pensiero dovrebbero essere i bebè a decidere effettivamente quando venire al mondo. Non si dovrebbero usare misure innaturali a meno che non vi sia una ragione medica per farlo.

Ad ogni modo la settimana esatta in cui è previsto il parto, ultimamente, è stata oggetto di dibattiti e ricerche. Solitamente i medici sostengono che i bambini nati a termine arrivino tra la 37°esima e la 42°esima settimana. Detto questo molte donne che hanno avuto i loro bimbi verso la 37° settimana potrebbero raccontarvi esperienze che si discostano molto dai terribili racconti sulla terapia intensiva.

Alcuni ricercatori hanno quindi diviso il terzo trimestre in 3 gruppi:

  1. 37-38 settimane: nati presto, ma a termine
  2. 39-40 settimane: nati a termine
  3. 41 settimane: nati in ritardo sul termine
  4. 42 settimane: nati post termine

I rischi per un piccolo nato prematuro, ricordiamolo, includono:

  1. terapia intensiva
  2. necessità di fluidi speciali
  3. problemi di salute successivamente.

Questo significa anche che indurre il travaglio troppo presto può essere rischioso e anche due settimana di anticipo potrebbero essere pericolose, perchè nelle ultime 2 settimane il bambino finisce di “completarsi”. No a un’induzione, quindi, se non assolutamente necessaria.

Unimamme e voi sapete che la data presunta del parto può essere stimata già al 1°trimestre?

Cosa ne pensate di queste ricerche? I vostri bimbi sono nati a termine?

Dite la vostra se viva.

 

 

 

 

Fonte: Scienceworldreport

Firma: Maria Sole Bosaia

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