La Sindrome di Asperger: un disturbo confuso con l’autismo

La sindrome di Asperger è un disturbo che spesso è confuso con l’autismo, vediamone i sintomi e gli interventi possibili.

sintomi dello spettro autisticoNegli ultimi giorni, sul web e sulla carta stampata una notizia tremenda ha riguardato una vicenda capitata ad un bimbo in Alabama. Il bimbo ha cinque anni (quasi sei) e il 29 gennaio 2013 è stato rapito mentre era sullo scuolabus, insieme ai compagni, per andare a scuola;  il rapitore, un signore di 65 anni, lo ha tenuto sequestrato in un bunker, dal quale comunicava con la polizia, che cercava di trattare per ottenerne il rilascio.

Asperger e autismo: dov’è la differenza?

Già così la notizia è risultata essere dolorosa e preoccupante, ma, come se non bastasse, a complicare la situazione, ha contribuito anche il fatto che il bimbo è affetto dalla Sindrome di Asperger e da deficit dell’attenzione (ADHD).

Del deficit dell’attenzione abbiamo già parlato in un articolo, mentre della Sindrome di Asperger non ancora. Si tratta di un grave disturbo dello sviluppo, caratterizzato dalla presenza di difficoltà importanti nell’interazione sociale e da schemi inusuali e limitati di interessi e di comportamento. Inoltre, è poco noto e difficile da diagnosticare.

Dal punto di vista medico, oggi la Sindrome di Asperger viene considerata uno dei Disturbi Pervasivi dello Sviluppo (DPS), differentemente da quanto accadeva in passato, quando veniva assimilata all’autismo. Ciò accadeva, perchè con il Disturbo autistico vi sono molte similitudini, ma nell’Asperger non c’è ritardo nello sviluppo cognitivo e nell’acquisizione del linguaggio. La confusione da questo punto di vista ha spesso impedito diagnosi puntuali e tempestive e fatto incappare molte famiglie in incomprensioni dai risvolti dolorosi in cui diventa molto difficile e drammatico orientarsi.

sintomi della sindrome di Asperger sono:

  • una forte compromissione nella gestione  e nella decodifica dei linguaggi non verbali come la mimica, lo sguardo, la postura del corpo, tutti quegli elementi che rendono possibile una comunicazione senza l’uso della parola, ma che traducono comunque stati d’animo;
  • capacità di concentrazione molto limitata;
  • sviluppo da parte del bimbo  di interessi  estremamente particolari;
  • modalità di comportamento ripetitive;
  • impossibilità a comunicare o comprendere le proprie emozioni o quelle altrui, impossibilità quindi a sviluppare empatia ( verso se stessi e verso gli altri);
  • grande difficoltà ad intessere relazioni con i coetanei;
  • fragilità emotiva e conseguente insorgenza di altri disturbi (disturbi dell’umore) come depressione o ansia, dettate dalla difficoltà di esprimere e di comunicare emozioni/sentimenti;
  • interesse per una parte particolare di un tutto, che agli occhi del bimbo risulta non funzionale all’interno del gioco.

Da qui, la difficoltà nella gestione della propria vita da parte di un bimbo affetto dall’Asperger, che vive confusamente le dimostrazioni di affetto e riesce a contenerle solo se sono brevi o di non grande intensità.

Una caratteristica interessante della sindrome è che coloro che ne soffrono spesso manifestano un talento particolare, proprio per via della loro insolita capacità di ragionamento che li porta ad associare in modo differente gli elementi del ragionamento tra loro, permettendo dei “salti” che spesso sono forieri di scoperte di grande rilevanza in campo artistico ed anche scientifico-matematico.

Il web riporta diverse testimonianze di genitori o famiglie, che si trovano a contatto con bimbi o ragazzi affetti da questa sindrome, e nel nostro paese è  presente  una  “rete” di sostegno nella gestione delle difficoltà che l’Asperger comporta,  tramite  personale medico specializzato, psicologi e associazioni sparse sul territorio nazionale.

La diagnosi della presenza dell’ Asperger può essere effettuata dopo i cinque anni d’età, ed in caso di esito positivo è possibile intervenire con terapie di supporto, così da assicurare ai bimbi che ne sono colpiti un’esistenza il più integrata possibile, consentendo loro di avere in età adulta un lavoro, una famiglia ed una propria autonomia, pur convivendo con il loro disturbo.

Su questa tematica, oltre ad essere presente una cospicua letteratura, è stato anche girato un film per la regia di Max Mayer, il film si intitola “ Adam”  e riesce a dare un’idea di come sia il relazionarsi con chi vive la sindrome, ma anche le possibilità, i mondi e la diversità che ci sono tra ognuno di noi, diversità che, non dimentichiamocelo, spesso rappresentano una ricchezza.

Noi vi lasciamo con uno studio legato all’autimo.

Firma: Gioia Salvatori

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