Cosa fare in caso di soffocamento nei bambini? Un decalogo può aiutarci.

Il miglior modo per affrontare le paure è conoscerle. Vale per i nostri bambini e per noi. Il decalogo della FIMP ed un video della CRI per provare a salvare la vita di un bambino.

Ogni anno in Italia sono poco meno di 300 casi di soffocamento da corpo estraneo nei ragazzi al di sotto dei 14 anni.

Stime del 2007 della FIMP, Federazione italiana medici pediatri parlano di 450 eventi l’anno, con una triste media di quasi un incidente al giorno.

I “nemici” sono purtroppo oggetti e cibi comuni in tutte le case e luoghi frequentati dei bambini.

Questa la “classifica” dei cibi più pericolosi:

  • caramelle,
  • pezzetti di carne,
  • chicchii d’uva,
  • noci.

Mentre tra gli oggetti troviamo:

  • monete,
  • palloncini sgonfi.

Cosa di può fare? A questa domanda complessa risponde la FIMP, insieme alla Società di Medicina ed emergenza dei medici pediatri. La Fimp sta formando, sul nostro territorio, una vera e propria rete in grado di informare le persone più a contatto con i bambini, sul come intervenire sui bambini a rischio di soffocamento.

Come ci ricordano le parole su Repubblica di Stefania Russo, pediatra di base e specializzata negli Stati Uniti proprio in questo settore: “E’ semplice sapere cosa fare e soprattutto cosa non fare in queste situazioni. Mentre in Italia solo il 5 per cento della popolazione è informata, negli Usa siamo già al 60 per cento, coinvolgendo persino i teenager nelle scuole. E’ da lì che, a mio avviso, bisogna cominciare per cambiare atteggiamento, cultura e salvare piccole vite…”

Perché accade tanto spesso? Ci aiuta a capirlo Giuseppe Mele, presidente FIMP: “Tra gli incidenti domestici l’inalazione di corpo estraneo è un evento tuttora ai primi posti tra quelli che avvengono nei primi anni di vita. Accade perché i bambini piccoli hanno la tendenza a portare alla bocca tutti gli oggetti che li interessano, perché spesso corrono mentre mangiano, perché ancora masticazione e deglutizione non sono perfettamente coordinate. Basterebbe però sapere che cosa fare e che cosa non fare quando un bambino dà segni di soffocamento per evitare una tragedia che colpisce 50 famiglie ogni anno: i presenti devono certamente chiamare aiuto, ma devono essi stessi, prima dell’arrivo di un soccorso specializzato, essere in grado di praticare le manovre salvavita basilari per la disostruzione perché ogni minuto, ogni secondo è prezioso.”

Ecco allora il Decalogo Fimp per prevenire e gestire l’inalazione di un corpo estraneo nei bambini:

1. Non dare ai bambini cibi solidi prima che siano in grado di masticarli e deglutirli, facendo attenzione soprattutto a caramelle e cioccolatini.

2. Non lasciare alla portata dei bambini, se non sono sorvegliati da un adulto, oggetti piccoli che potrebbero incuriosirli: bottoni, perline, spille, monete, giocattoli od oggetti grandi smontabili in piccole parti.

3. Acquistare giocattoli a norma, adatti per l’età dei figli, facendo attenzione che non si possano rompere o smontare in parti troppo piccine:

  • per i bambini con meno di 10 mesi la sagoma dell’oggetto non deve essere inferiore a 30×50 millimetri,
  • per i bimbi con meno di 3 anni il diametro deve superare i 31,7 millimetri.

4. Se avviene un incidente, non farsi prendere dal panico ma chiamare subito i soccorsi, sia facendo accorrere persone eventualmente nei paraggi, che telefonando al 118.

5. In attesa di aiuto, praticare le prime manovre di soccorso; in caso di dubbi, si può restare al telefono con l’operatore del 118 per avere precise indicazioni sul da farsi.

6. Se il bambino ha più di tre anni, si deve sistemare leggermente prono in avanti con la testa verso il basso; quindi si danno 5 colpi decisi con il palmo della mano sulla schiena, in zona centro-laterale.

7. Se così non espelle il corpo estraneo, si deve praticare la cosiddetta manovra di Heimlich:

  •  sistemare la mano chiusa a pugno sopra l’ombelico,
  • circondarla con l’altra mano,
  • spingere verso l’interno e in alto contemporaneamente per aumentare la pressione interna al torace e facilitare l’espulsione.

La sequenza di colpi alla schiena e manovre va ripetuta più volte fino all’arrivo dei soccorsi.

8. Se il bambino è piccolo cambia la posizione di intervento: ci si deve sedere sistemando il bimbo a faccia in giù sulle gambe, dando colpi sulla schiena dal centro verso l’esterno. Poi deve essere posto su un piano rigido praticando compressioni toraciche simili al massaggio cardiaco. Mai metterlo a testa in giù, perché non ci sono evidenze di efficacia.

9. Se la vittima è incosciente, bisogna aggiungere la rianimazione cardiopolmonare ovvero fasi di respirazione bocca a bocca alternate a un massaggio cardiaco

10. Una volta superata l’emergenza è comunque consigliabile sottoporre il bimbo a un controllo medico, per verificare ad esempio che non vi sia una polmonite ab ingestis, provocata dal corpo estraneo rimasto nelle vie aeree.

Per meglio comprendere e “visualizzare” tali manovre, ecco un video molto utile della Croce Rossa Italiana.

Se gestire la paura non è mai semplice, imparare il più possibile queste norme di comportamento è una cosa alla portata di tutti noi, per aiutarci e aiutare, e soprattutto per salvare la vita di un bambino…

Firma: Claudia Lauricella

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