I bambini soffrono se la mamma non interagisce: la scienza lo dimostra (VIDEO)

I bambini soffrono se non avviene il “botta e risposta” con la mamma. Uno studio mostra cosa fa il bambino in caso di volto impassibile.

Torniamo a parlare dello sviluppo del cervello dei più piccoli nei loro primi anni di età, dopo il botta e risposta e la formazione delle strutture fondamenti nella mente, ecco che viene sondato il legame tra bambini e genitori tramite la tecnica del volto “impassibile”, studio condotto dal Dottor Edward Tronick, direttore del Child Development Unit della Harvard University.

L’esperimento svolto su bambini molto piccoli ha dimostrato l’attaccamento dei piccoli al genitore, ma anche qualcosa di più. L’essere umano, in generale, possiede l’empatia, la capacità di provare odio, amore, tutta la gamma dei sentimenti insomma  e quando in uno di questi video vediamo la mamma diventare improvvisamente impassibile davanti al figlio, anche noi spettatori avvertiamo la tristezza di entrambi i soggetti.

Nel momento in cui la madre sembra non “rispondere” più al bimbo, prestandogli attenzione, il piccolo ricorre a diversi stratagemmi:

  • ride
  • fa espressioni buffe
  • cerca di toccarla
  • cerca di graffiarla
  • geme.

In realtà sembra quasi che più che sentire effettivamente la mancanza della mamma, che comunque è sempre lì con lei, la bimba sia frustata nel non riuscire ad avere alcun effetto su di lei.

Si tratta, in un certo senso, di “perdita di potere”, un concetto interessante per un bebè di pochi mesi. Partendo dal presupposto che l’amore tra genitori e figli è una cosa, ovviamente, positiva, si potrebbe dedurre che una delle gravi conseguenze di un atteggiamento simile nei bambini, sia quello di trasmettere loro la sensazione di inefficacia.

Si formula quindi il cosiddetto “bisogno di organizzazione“, ovvero:

  • sapere che puoi ottenere quello che desideri
  • che puoi creare
  • che non si è inefficaci nel mondo.

Questi concetti fondamentali sono presenti anche in un infante, come dimostrato nel video qui sotto. In teoria il bisogno di organizzazione dovrebbe protrarsi e fiorire anche nelle fasi successive della crescita, quando i piccoli vanno a scuola, dove dovrebbero:

  • fare cose
  • farsi degli amici
  • leggere libri
  • risolvere problemi
  • imparare a fare la differenza.

Purtroppo, sempre più spesso, questo non avviene e ai bambini tocca attendere in silenzio che gli adulti organizzino le cose per loro, tenendo quindi un atteggiamento passivo. Questa è una grave mancanza dal punto di vista educativo.

La maggior parte degli insegnanti magari non userà la tecnica del “volto impassibile” sui propri studenti, allo scopo preciso di creare frustrazione in loro, ma certamente in tanti casi sono capaci di creare condizioni tali da produrre volti impassibili negli alunni che dovrebbero invece stimolare e ispirare.

E voi che ne pensate?

Firma: Maria Sole Bosaia

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