Test della sordità neonatale, ecco perché è così importante

Lo screening audiologico fatto nei primi mesi di vita aiuta ad intervenire tempestivamente su problemi collaterali causati dalla sordità neonatale.

Cute infant closeup

Dopo la grande diffusione che ha avuto tra il 2008 ed il 2011, il test sulla sordità neonatale, purtroppo, torna oggi ad essere sottovalutato. Non effettuarlo significa abbassare le possibilità di intervento precoce sui disturbi collaterali provocati da una forma di sordità presente sin dalla nascita.

Questo screening viene fatto entro i primi 4 mesi di vita e prevede un esame che sfrutta le otoemissioni, cioè dei suoni generati da cellule interne all’orecchio in risposta ad uno stimolo sonoro.

Il test audiologico rappresenta la soluzione per scoprire subito i problemi di sordità di un bambino ed intervenire in una fase precoce.

Individuare eventuali problemi di udito quanto prima è estremamente importante per:

  • minimizzare le difficoltà nello sviluppo corretto del linguaggio
  • affrontare consapevolmente la difficoltà di comunicare
  • attutire l’impatto che un problema di sordità può avere nel socializzare.

In assenza di visite specialistiche infatti, la sordità infantile viene scoperta intorno ai 2-3 anni di vita, e  questo rischia di compromettere le capacità sociali, linguistiche, cognitive del bambino.

E’ indubbio che l’acquisizione del linguaggio dipenda da una normale funzione uditiva. Identificando le sordità profonde ma anche quelle meno gravi, è possibile un tempestivo riconoscimento di una causa che può procurare ai bambini problemi scolastici e comunicativi importanti.

Il test non è ancora obbligatorio, ed oggi in Italia non è diffuso uniformemente per problemi principalmente riconducibili a questioni  burocratico e amministrative.

Il problema è infatti che non tutte le strutture sono dotate dell’apparecchio per l’esame audiologico.

E’ stata addirittura denunciata la imbarazzante situazione per cui ai alcuni ospedali gli apparecchi dopo essere stati acquistati, si sono rotti, ma la ditta produttrice è fallita per cui non c’è possibilità di effettuare su questi alcuna manutenzione.

I benefici maggiori del test sono:

  1. garantire al bambino una vita normale
  2. permettere alla famiglia una relazione normale e consapevole
  3. abbattere l’impatto in termini di costi per la famiglia e per la collettività causati dalla diagnosi tardiva.

Riguardo all’ultimo punto, pensate che la stima sul costo sociale di un bambino che ha ricevuto una diagnosi tardiva e che quindi destinato al sordomutismo è di 750 mila euro, contro i 17 mila di una diagnosi precoce.

Care unimamme, attenziona questo test neonatale è davvero importante per il corretto sviluppo dei vostri figli. 

Diteci la vostra e raccontateci le vostre esperienze in merito.

 

Firma: Manuela Leone

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