“Nel travaglio non spingete e avrete migliori risultati”: le nuove linee guida

traumi da parto

I traumi da parto sono l’aspetto negativo della gioia di mettere al mondo un bambino. In alcuni casi si tratta di ferite guaribili in breve tempo, ma in altri casi le lesioni possono essere molto gravi e lasciare danni permanenti.

Problemi come l’incontinenza o disturbi ai nervi perineali a vita, sono alcuni di questi. Veri e propri drammi ai quali ora si sta cercando di trovare un rimedio.

Traumi da parto: le nuove linee guida che proteggono le donne

Come hanno rilevato i medici, i traumi da parto naturale sono cresciuti negli ultimi anni. Una circostanza che dipende dall’età sempre più avanzata delle partorienti, si fanno figli più tardi, e anche dal sovrappeso. Le donne che partoriscono dopo i 35 anni e quelle obese corrono infatti maggiori rischi di traumi da parto.

Ora, però, medici ed ospedali si stanno organizzando per mettere a punto nuove pratiche che riducano lesioni pelviche e traumi da parto.

Nuove sperimentazioni sono state messe in atto nel Regno Unito alla Medway Foundation Trust nel Kent. Le nuove pratiche hanno introdotto una rivoluzione nel mondo di condurre il parto, senza obbligare più le donne a spingere ad ogni costo per espellere il feto. Le donne vengono invece incoraggiate a rallentare, respirare e se necessario assumere diverse posizioni.

Le nuove linee guida per il parto sono state sviluppate dopo l’allarme del Royal College of Obstetricians and Gynaecologists (RCOG), associazione degli ostetrici e ginecologi britannici, e del Royal College of Midwives, l’associazione delle ostetriche. Entrambe le associazioni hanno evidenziato un aumento di lacerazioni perineali gravi riguardanti circa 14mila donne dal 2013 al 2014.

La colpa di queste lesioni sta nell’erronea convinzione che durante il parto la donna debba spingere sempre più forte. Niente di più sbagliato.

Ecco quindi cosa prevedono le nuove linee guida:

  • sconsigliano alle donne di stendersi sulla schiena, durante il travaglio. Questa posizione, infatti, è dolorosa e poco naturale. La capo ostetrica della Medway Foundation Trust ha spiegato che in base alle nuove procedure le donne vengono aiutate ad assumere altre posizioni: stare in piedi, piegarsi, oppure partorire i figli inginocchiate. Posizioni che erano comuni fino agli anni ’50.
  • le partorienti vengono incoraggiate a respirare durante le contrazioni, piuttosto che sollecitate a spingere.
  • le ostetriche sono invitate a non tirare fuori il bambino per le spalle ma a sostenerlo mentre esce naturalmente. Questa pratica riduce la pressione sul perineo.
  • per assicurare il corretto svolgimento della procedura, assistono al parto due ostetriche. Le donne che subiscono lacerazioni durante il parto, vengono in seguito visitate per verificare se abbiano subito problemi intestinali.

Tra i fattori di rischio dei traumi da parto ci sono:

  • un bambino più grande della media,
  • un bambino che nasce a faccia in su,
  • l’uso del forcipe o di ventose
  • e se la madre ha già subito lacerazioni in parti precedenti.

Uno studio del 2014 sulle lesioni perineali negli ospedali del servizio sanitario britannico (NHS) ha scoperto che le donne che avevano avuto una lacerazione perineale durante la nascita del primo figlio avevano oltre cinque volte in più la possibilità di subire un’altra lacerazione durante un secondo parto rispetto alle donne che non avevano subito alcuna lesione.

Le nuove procedure per il parto sono state di grande aiuto alle pazienti che avevano subito serie lacerazioni perineali nel dare alla luce il primo figlio. Mentre per il secondo parto le cose sono andate diversamente. Le nuove linee guida si sono dunque tradotte in vantaggi concreti:

  • il tasso di incidenza di lacerazione perineali si è ridotto dal 7 all’1%
  • il nuovo protocollo ha ridotto i danni dell’85% in alcune maternità

L’applicazione del programma ha avuto così successo che i risultati sono stati pubblicati nello European Journal Of Obstetrics & Gynaecology And Reproductive Biology. Il programma, inoltre, verrà esteso su scala nazionale, si legge sul Mail Online.

I medici hanno anche sottolineato l’importanza di diagnosticare la gravità delle lesioni. Questa circostanza, infatti, aiuta a curarle adeguatamente. Perché alcuni danni permanenti, come l’incontinenza, possono manifestarsi dopo anni.

Voi unimamme che ne pensate di queste linee guida? Avete subito lacerazioni o traumi da parto? Ve l’hanno diagnosticate?

Noi vi ricordiamo il nostro articolo Partorire è come praticare uno sport estremo: i traumi visti dalla scienza.

VIDEO: Lacerazioni e traumi da parto

Firma: valeria bellagamba

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