Tre DNA diversi per “creare” un bambino sano: progresso o follia?

Una nuova rivoluzionaria tecnica genetica potrebbe prevenire alcune malattie, ma a quale rischio?

neonato dorme

Il dibattito, quando si parla del rapporto tra scienza e natura, appare sempre molto contrastato, tant’è che l’articolo sul sito della cnn si apre con questa domanda: “Una promessa per fermare le malattie mortali o un passo scomodo verso ciò che un famoso genetista ha chiamato eugenetica?”. 

Secondo infatti quanto riportato dall’articolo, il Ministero della salute statunitense sta valutando se approvare una tecnica sperimentale di fecondazione in vitro utilizzando il DNA di tre persone diverse per prevenire malattie nel feto che potrebbero essere potenzialmente mortali, come la distrofia muscolare e problemi respiratori.

Secondo Art Caplan, un esperto di etica medica, anche se la procedura non è a zero rischi, “prevenire una malattia che può essere trasmessa per generazioni può essere etico perchè prova di salvare delle vite”. “Si dà a queste persone una nuova batteria, visto che sono nate senza forza. E’ una terapia ed è eticamente umano farlo”.

Una divisione della Food and Drug Administration ha recentemente ascoltato i medici per decidere

  • quali controlli potrebbero essere usati per questo iter terapeutico,
  • come può essere monitorato un embrione in crescita durante questi test
  • e come sorvegliare il percorso medico.

Ma come avverrebbe il processo? I disordini mitocondriali sono di solito ereditati dalla madre. In questa procedura il materiale genetico dal nucleo dell’ovulo materno viene trasferito a un uovo donato o ad un embrione da cui è stato tolto il DNA dal nucleo. In questo modo il nuovo embrione conterrà il DNA nel nucleo del padre e della madre e anche il DNA mitocondriale dell’embrione donato, dando vita ad un bambino con “tre genitori”.

In Inghilterra quest’estate si è sperimentata questa tecnica per la prima volta, non senza aver sollevato polemiche di tipo etico. Il rischio, secondo alcuni, è che si arrivi ad un “mercato” in cui poter scegliere esattamente come deve essere un bambino.

E voi cosa ne pensate unimamme: si tratta di dare una speranza o di attuare un abuso da parte della scienza?

Firma: Valentina Colmi

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