Un bambino di 22 mesi è morto colpito da un mobile Ikea: è il terzo dal 2014

Una brutta tragedia ci avverte di controllare sempre bene che i mobili pesanti, potenzialmente pericolosi, siano montati nel modo giusto.

bimboSpesso ci impegniamo a cercare di proteggere i nostri bambini dai pericoli che provengono dall’esterno, dagli estranei, ecc… dovremmo però fare molta attenzione a cosa accade tra le nostre 4 mura.

Il piccolo Ted McGee, un bimbo di 22 mesi, era stato messo a letto, nella sua stanza, per il riposino ed è stato rinvenuto morto dalla mamma Janet, che lo ha trovato schiacciato da un mobile dell’Ikea.

Si tratta del terzo bambino che perde tragicamente la vita in questo modo a distanza di 1 anno dalla morte degli altri due, schiacciati dallo stesso mobile Ikea.

Mobile Ikea schiaccia un bambino: si poteva prevenire?

Janet, la madre, ha raccontato, come si legge sul Mirror, di aver messo a letto il figlio per un riposino e di averlo controllato ogni 20 minuti. In una di queste volte, quando ha aperto la porta della stanza, ha notato il letto vuoto ed ha pensato che il piccolo si fosse nascosto da qualche parte, poi ha visto il mobile composto da 6 cassetti per terra, sopra il bambino.

bambino“Non hanno sentito il mobile cadere, non hanno sentito Ted gridare” ha spiegato il legale di questa famiglia.

Un portavoce dell’Ikea ha scritto “noi dell’Ikea offriamo le nostre più profonde condoglianze alla famiglia.

All’Ikea crediamo che i bambini siano le persone più importanti del mondo e la sicurezza dei nostri prodotti è la nostra maggior priorità”.

Naturalmente la polizia di Philadelpia, dove si è svolto il dramma, ha avviato delle indagini sulla faccenda.

Qualche mese fa la commissione americana che si occupa della sicurezza di prodotti, in collaborazione con Ikea, ha dichiarato pubblicamente che queste cassettiere possono essere pericolose se non ancorate al muro, come riportato su Philly.com e, a riprova di ciò, sono stati citati i due precedenti casi che hanno visti coinvolti bambini piccoli.

L’azienda di origine svedese ha già inviato in America più di 300 mila kit per ancorare il mobile al muro,  inoltre ha anche lanciato una campagna: Secure it! per sensibilizzare le persone sulla necessità di prevenire gli incidenti domestici attaccando i mobili alle pareti.

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Il capo della commissione Elliot Kaye ha commentato: “senza riferirci a nessun caso specifico le aziende sono ora consapevoli che, anche se c’è stato un annuncio pubblico su un rimedio per correggere un prodotto pericoloso, le compagnie devono fare tutto il possibile per prevenire ulteriori pericoli. Questo, in modo particolare, quando muore un bambino.

Le aziende devono muoversi in fretta e lavorare con noi su un piano complessivo che offra ai loro acquirenti le misure necessarie richieste per la sicurezza. Spero davvero che le aziende mettano la sicurezza al primo posto”

In America incidenti domestici causati da televisione, mobili, apparecchi, portano a dozzine di vittime e 38 mila corse al pronto soccorso.

Gli avvocati della famiglia McGee e degli altri piccini hanno lanciato un sito per radunare tutte le famiglie che in qualche modo sono state toccate da un mobile Ikea ribaltato. Loro vorrebbero che Ikea ritirasse i mobili e li sostituisse con altri più stabili.

ikea-malm“Quanti bambini dovranno essere ancora sacrificati perché questo è un prodotto utile che le persone compreranno perché economico?” ha affermato il legale della famiglia.

A discolpa dell’Ikea bisogna aggiungere che, nelle istruzioni di montaggio viene segnalato di ancorare il mobile al muro. La portavoce dell’azienda sottolinea: “vorremmo enfatizzare che questo è il modo migliore per prevenire il ribaltamento del mobile è attaccarlo al muro con i lacci e gli attrezzi inclusi”.

“Bastano solo pochi minuti per salvare delle vite” conclude il portavoce della commissione che ha esaminato il caso.

Unimamme e voi siete sicure di aver assicurato bene i mobili pericolosi alle pareti?

Voi o i vostri bambini siete mai rimasti coinvolti in incidenti simili?

Noi vi lasciamo con la storia di una piccina colpita da una cassettiera ma che per fortuna si è salvata.

Firma: Maria Sole Bosaia

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